Cronaca Sport

«Un’idea di progetto che riqualifica la zona senza stravolgerla»

L'idea di progetto dello studio Maffei Architects di Milano, scelto per la realizzazione della Cittadella dello Sport, ha ottenuto unanimità di consensi tra i componenti della commissione tecnica

La Cittadella dello sport ha, da ieri (leggi qui), la sua idea di progetto. E’ stata scelta in un ventaglio di sei ‘idee’ attentamente valutate e approfondite da una apposita commissione tecnica. Sarà quindi lo studio Andrea Maffei Architects di Milano a progettare la cittadella dello sport di Novara. Un’idea di progetto che è piaciuta, soprattutto, per l’utilizzo del legno composito che, presente in tutti gli interventi, andrà a creare una sorta di filo conduttore tra ognuno degli edifici presenti al suo interno.

 

 

 

«Una scelta non facile – spiega Massimo Accornero del Novara Calcio – data la bontà e l’alta qualità di ognuna delle sei idee di progetto, da parte della commissione tecnica che ringraziamo per la grande attenzione prestata. Quello di Studio Maffei è particolarmente piaciuto per l’utilizzo del legno come materiale comune a tutte la parti, curato con perfezione di particolari per studentato, palasport Dal Lago e bocciodromo. Lo stadio? Sarà riconoscibile come lo stadio di Novara, grazie alla sua unicità di progettazione specie nella copertura con i pennoni di sostegno che richiamano la Cupola di San Gaudenzio. Nella fase uno avrà una capienza di 10mila posti, tutti seduti e coperti. In un secondo momento sarà possibile anche ampliarlo fino a una capienza massima di 18mila spettatori».

Un pensiero condiviso anche da Rosalba Fecchio, delegato provinciale del Coni. «E’ un’idea di progetto che è piaciuta sia per i contenuti che per la razionalità – spiega – anche in considerazione del materiale scelto, che va nella direzione del rispetto dell’ambiente. Poi perché la zona che c’è adesso, pur riqualificata in ogni sua parte, non verrà affatto stravolta».

Il legno composito, materiale principe, ha trovato riscontro positivo anche da parte dell’architetto Fabiano Trevisan. «L’utilizzo di questo materiale – aggiunge – rende uniforme tutti gli interventi. Dal punto di vista architettonico si tratta di una ‘pelle nuova’ che renderà l’intero complesso, stadio compreso, decisamente riconoscibile già all’entrata della città».

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