Cronaca In città

Terreni di Pernate, ancora un nulla di fatto

Una situazione che si trascina da ormai una quindicina di anni e che è stata dibattuta nel pomeriggio di lunedì a Palazzo Cabrino nel corso di una commissione

«Tempo fa ho ereditato un terreno per il quale in questi anni sono arrivato a pagare sino a 1.400 euro di Imu. Con lo “sconto” (il 50%, ndr) questa cifra è scesa a circa 800, ma si tratta sempre e in ogni caso di soldi letteralmente buttati. Non ci posso fare nulla, nemmeno costruirci qualcosa perché si tratta di un appezzamento sì edificabile, ma vincolato ad una futura espansione del Cim; e neppure venderlo… Chi melo compra? E per farci cosa? Non riuscirei a recuperare nemmeno quello che in tutto questo tempo ho speso in tasse».

 

 

È lo sfogo di un cittadino di Pernate in merito ai terreni situati nel quartiere novarese “fotografa” in pieno una situazione che si trascina da ormai una quindicina di anni e che è stata dibattuta nel pomeriggio di lunedì a Palazzo Cabrino nel corso di una commissione chiamata a valutare una mozione presentata dal Movimento 5 Stelle in occasione dell’ultimo consiglio comunale.

Come si ricorderà, infatti, una serie di terreni agricoli situati nei pressi dell’interporto in direzione di Pernate vennero trasformati in edificabili in previsione di un piano di iniziativa pubblica che prevedeva un ampliamento del Cim. Cosa poi non andata a buon fine perché in prima battuta lo stesso Cim ha assunto la decisione di allargarsi altrove e poi perché, con la cessione delle quote detenute dal Comune, l’interporto è diventato a tutti gli effetti privato.

Lunedì pomeriggio si è parlato a lungo, ma quasi inutilmente. E a poco è servito l’intervento tecnico e chiaro da parte del dirigente comunale del Servizio entrate, Marco Lendaro. In merito a una possibile riduzione dell’imposta, ha detto tra l’altro, il precedente “taglio” è stato possibile attuarlo «in base alla legge vigente, che lo consentiva per gli ambiti inagibili e storici. Un ulteriore sconto sarebbe tecnicamente possibile ma occorre valutare l’esistenza di analoghe situazioni in altre zone della città».

Tradotto in parole povere, non si può concedere privilegi ai pernatesi scontentando altri novaresi. Insomma, una matassa che risulta difficile da sbrogliare. Una soluzione potrebbe essere politica, con il concorso di tutti. Per il momento la situazione rimane… impantanata. E gli stessi commissari grillini (erano presenti Mario Iacopino e Cristina Macarro) si sono riservati di decidere se ripresentare la mozione in un prossimo consiglio.

«Adesso hanno spostato il problema – ha detto Paolo Manenti, uno dei referenti del Comitato di Pernate, a margine della commissione – ci aspettiamo che l’Amministrazione guardi in faccia alla realtà e ci possa venire incontro, anche se continua a dimostrare di non conoscere completamente la situazione reale. Un esempio per tutti. Una diminuzione dell’Imu rappresenterebbe certo meno soldi nelle casse comunali. Ma quale sarebbe la differenza? Non lo dicono».

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