Cronaca Taccuino del cronista

Tentata estorsione, la polizia arresta due cinquantenni

Il giudice, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto per i due la custodia cautelare in carcere

«Venite, ci sono delle persone che vogliono picchiarmi». A chiedere l’intervento della polizia con una telefonata dai toni decisamente concitati, un uomo che si trovava all’interno di un bar in corso Trieste che poi, all’arrivo dei poliziotti, ha raccontato quel che poco prima era accaduto:  mentre era nel bar erano entrati due uomini, lo avevano avvicinato e gli avevano intimato di uscire dal bar e consegnare una determinata somma di denaro se voleva evitare qualcosa di peggio. E non era neppure la prima volta: gli era già capitato di incontrare quei due un mese prima. Lui si era rifiutato di uscire, i due si erano avvicinati con aria minacciosa e a quel punto era intervenuto il titolare del bar che li aveva invitati ad andarsene. I due erano usciti ma non se n’erano andati; si erano seduti in auto, alla cui guida una terza persona, ad attendere pazientemente che l’altro uscisse dal locale. Una decina di minuti dopo avevano desistito, ma erano tornati quasi subito e, passando davanti al bar, uno aveva abbassato il finestrino e gli aveva detto. «Ti aspettiamo a Sant’Andrea». Il barista, nonostante la concitazione del momento, era riuscito ad annotare qualche numero della targa dell’auto dei tre e anche a fornire agli agenti della Volante una descrizione dei due che erano entrati nel locale. Subito sono state avviate le ricerche, concentrate in una zona di città indicata dalla vittima; e infatti, poco dopo, gli agenti hanno visto un’auto con tre persone a bordo che corrispondevano alla descrizione fornita dal barista. Nel bagagliaio dell’auto gli agenti hanno trovato una mazza da baseball, nascosta in una borsa, un coltello a serramanico e un martello. Due, italiani cinquantenni con alle spalle qualche precedente, uno dei quali sottoposto alla misura della sorveglianza speciale, sono stati arrestati per l’ipotesi di reato di tentata estorsione, mentre per il terzo (l’autista) è scattata la denuncia. Il giudice, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto per i due la custodia cautelare in carcere.

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