Cronaca In città

Tennistavolo “surgelato” alla Rigutini

Alla palestra della scuola di S.Agabio lo scorso week end, squadre costrette a giocare in un clima polare. L'impianto di riscaldamento era spento.

Giocare una partita di campionato in una palestra fredda come fosse un freezer, per di più in questo periodo, non è certo il massimo dei confort. Per i giocatori e per il pubblico che li segue. Ma anche per la società ospitata e pure per quella ospitante che, al netto delle sanzioni nel caso di legittima rinuncia a giocare degli avversari, offre di sicuro uno sgradevole biglietto da visita.

Il caso in questione ha interessato, proprio lo scorso week end, il Tennistavolo Novara impegnato alla palestra della scuola Rigutini (nella foto) con le sue due formazioni iscritte ai campionati regionali. «Purtroppo – spiega Francesco Giudice, presidente del sodalizio novarese -non è la prima volta che succede quest’anno. In altra data prima di questa siamo stati ‘vittime’ di un’analoga spiacevole situazione. All’inizio della stagione, ben entro i termini previsti, abbiamo provveduto a inoltrare all’ufficio dello sport comunale il nostro calendario gare. Questo perché il riscaldamento della palestra, che ricordo fa parte di un plesso scolastico, è attivo solo nei giorni e negli orari di scuola dal lunedì al venerdì. Per tutte le altre attività, che come la nostra non fanno parte dei programmi didattici e cadono in giorni e orari diversi, bisogna avvisare gli organi competenti affinché provvedano all’accensione extra. Così ci siamo comportati, ma invano”. Il problema, a quanto pare, non è tuttavia esclusivamente imputabile al solo ufficio comunale. “Per quanto ci risulta – continua Giudice – il servizio di accensione è stato appaltato a una ditta lombarda. Probabilmente, in questo come nel precedente caso, la mail che abbiamo inviato all’ufficio dello sport del Comune per ricordare che nella serata di venerdì 15 e nel pomeriggio di sabato 16 dicembre avremmo disputato nella palestra le nostre partite di campionato, con la preghiera quindi di mantenere il riscaldamento acceso, non ha trovato disponibilità in uno o nell’altro ente”. Morale, in clima che più natalizio non si può, le squadre hanno giocato al freddo e al gelo. “Una situazione per nulla facile da gestire, sotto ogni punto di vista. Il regolamento parla chiaro: in questi casi la società ospitata può rifiutarsi di scendere in campo e alla società ospitante viene inflitta la sconfitta a tavolino. Buon per noi che gli avversari dell’ultimo turno si sono presentati ugualmente sui tavoli di gara. Ma la figura che abbiamo fatto non la cancella nessuno”. Ora c’è la sosta per le festività ma a gennaio si ricomincerà a giocare. “E il clima sarà pressoché identico  – conclude Giudice – spero che le cose possano sistemarsi una volta per tutte. Non è mia abitudine far polemica. E non la farò neppure stavolta. Ho il massimo rispetto di chi lavora e voglio pensare si sia trattato di un secondo spiacevole ‘incidente’ di percorso. Mi auguro tuttavia sia anche l’ultimo”.

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