Cronaca Famiglia Giovani In città

Studenti e gioco d’azzardo: il 2,5% è già in cura

Lo rivelano i dati dell'Asl, che ha in carico 428 pazienti per ludopatia: un fenomeno su cui parte la prevenzione tramite la peer education, i primi a sperimentarla saranno Fauser e Ipsia Bellini

«Spesso la mattina troviamo studenti che dormono in classe, perché hanno passato tutta la notte svegli a giocare on line. Le loro famiglie sono in difficoltà, perché non sanno come fare a controllarli». A lanciare l’allarme è Antonella Guaita, insegnante del Fauser, che insieme all’Ipsia Bellini sta per avviare un progetto di contrasto alle ludopatie dedicato alle scuole superiori, promosso dalla Provincia e sostenuto dalla Fondazione comunità novarese. Un’iniziativa presentata in contemporanea con la diffusione degli ultimi due studi Espad e Ipsad dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa, che vede il gioco d’azzardo in calo fra i giovani, mentre registra un vero e proprio boom fra gli adulti.
In provincia di Novara sono 428 le persone attualmente prese in carico dall’ambulatorio Gae contro la ludopatia dell’Asl, il 2,5% del totale è rappresentato da giovani fra 16 e 25 anni. «Un dato che è andato raddoppiando negli ultimi dieci anni, tenendo presente che chi arriva a noi ha già dei problemi di gioco persistenti e che il sommerso è molto più ampio – spiega la psicologa del Gae Caterina Raimondi – Se prima, per questa fascia d’età, il problema era rappresentato dalle slot machine, ora si sono buttati più sulle scommesse sportive».
«Un tema decisamente caldo, per questo l’obiettivo del progetto è fare prevenzione per rendere i ragazzi più consapevoli dei rischi che possono porsi – spiega la consigliera provinciale all’Istruzione Milù Allegra – Come? Attraverso la peer education: 18 studenti delle classi quarte del Fauser e 10 dell’Ipsia Bellini saranno formati dagli esperti dell’associazione Contorno Viola e dal prossimo anno, andranno nelle altre classi, per parlare ai loro compagni in modo diretto e informale del problema. In parallelo la formazione sarà fatta anche agli insegnanti».
«Abbiamo scelto di metterci a disposizione – spiega Federico, allievo del Fauser in rappresentanza degli studenti – perché abbiamo visto con i nostri occhi che il problema è cresciuto molto nell’arco di pochi anni ed è quindi importante mettere dei paletti».
«E’ un progetto in cui crediamo molto – aggiunge Cesare Ponti, presidente della Fondazione comunità novarese – sia perché la ludopatia sta diventando un grande problema per molte famiglie sia perché abbiamo visto che la peer education funziona, come ad esempio nel progetto Per Tommaso».
«E’ importante fare rete contro il fenomeno – prosegue l’assessore comunale alle Politiche giovanili Franco Caressa – Per creare una massa critica, che vada anche oltre i confini della nostra città. Ritengo sia uno dei primi argomenti di cui dovrà occuparsi il prossimo governo, per portare l’attenzione ai livelli nazionali. Bisogna dare un messaggio forte e chiaro ai ragazzi: non rovinatevi, voi potete cambiare il mondo».
Altre associazioni, fra cui Libera e Federconsumatori, hanno già dato la disponibilità a collaborare al progetto, che mira a essere ampliato a tutte le scuole superiori, per cui necessita di reperire altri fondi.

In Italia: studenti giocatori in calo, ma c’è chi spende più di 50 euro al mese
Intanto dai dati nazionali emerge una fotografia piuttosto eterogenea. Nel 2017 i giocatori-studenti nella fascia 15-19 anni sono diminuiti di 400mila unità rispetto al 2014, quando i giovani scommettitori raggiungevano la quota di 1.4 milioni. Complessivamente, nel 2017 hanno giocato almeno una volta 17 milioni di italiani (di cui 1 mln studenti) contro i 10 milioni del 2014. Secondo i due nuovi studi Espad e Ipsad i giocatori problematici diminuiscono tra gli studenti passando dall’8,7% del 2009 ai 7,1% del 2017. In particolare la quota di giovani giocatori con profilo di gioco problematico fa registrare una diminuzione o un assestamento nelle regioni del Nord e del Centro Italia, mentre nella macro-area Sud e isole si rilevano incrementi in Sicilia, Basilicata, Calabria, Molise e Abruzzo. Sembrano più a rischio di sviluppare problematicità al gioco coloro che sono in cerca di prima occupazione (19,2%) e gli studenti (14,1%). Il 10,8% degli studenti ignora che nel nostro Paese è illegale giocare per gli ‘under 18’ e si stima che 580.000 (33,6%) studenti minorenni abbiano giocato d’azzardo nel corso dell’anno. La facilità di accesso ai luoghi di gioco da parte degli ‘under 18’ è confermata dal dato che solo il 27,1% riferisce di aver avuto problemi a giocare d’azzardo in luoghi pubblici perché minorenne. Il 75% degli studenti spende in giochi d’azzardo meno di 10 euro al mese e il 6,3% spende più di 50 euro al mese, quota che tra gli studenti con un profilo problematico sale al 22,1%. Secondo gli addetti ai lavori giocano senza usare carte di credito, ma utilizzando le Poste pay (rilasciate a partire dai 16 anni) o investendo il credito dei loro telefonini.

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