Cronaca Politica

Sozzani, la Camera respinge la richiesta di arresti domiciliari

No anche alla richiesta di utilizzo delle intercettazioni. Il deputato in aula: “Ho sempre considerato la politica un servizio e non una professione”

Con 235 voti favorevoli, 309 contrari e un astenuto, con votazione segreta, la Camera ha negato  l’autorizzazione all’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del deputato novarese di Forza Italia Diego Sozzani indagato nell’ambito dell’inchiesta “Mensa dei poveri” della Procura di Milano.

 

 

 

Un orientamento diverso, quello espresso oggi pomeriggio in aula, rispetto a quanto aveva deciso la giunta per le autorizzazioni a procedere che aveva negato l’uso delle intercettazioni (a favore solo i cinquestelle) ma si era espressa a favore (contrario solo il centrodestra) della richiesta di arresti domiciliari.

«Una vicenda che ha del paradossale nei modi e nelle conseguenze per la mia persona – ha esordito Sozzani in aula – Ho sempre considerato la politica un servizio e non una professione continuando a lavorare come ingegnere libero professionista e anche in questo caso senza avere mai avuto alcun problema con la giustizia sia essa civile sia essa penale. Oggi mi trovo, mio malgrado, in una indagine che mi coinvolge sulla sola base di intercettazioni telefoniche ed ambientali fra terze persone, con una richiesta di custodia cautelare per un presunto finanziamento illecito, e lo ripeto: solo sulla base di intercettazioni di terzi, finanziamento che non ho affatto ricevuto. Oltretutto, senza entrare nel merito – sarà oggetto nella successiva fase di merito con i pm e con la magistratura – con una società con la quale peraltro ero anche in contenzioso economico. Questo è il paradosso. Credetemi non lo auguro a nessuno perché ancor prima di poter dimostrare l’inconsistenza della vicenda, da un punto di vista morale ho sofferto parecchio, da un punto di vista psicologico sono devastato, e da un punto di vista familiare e professionale, non vi nascondo, assai preoccupato anche per la ridondanza mediatica del nostro tempo. Oggi vorrei solo comunicare a voi la mia innocenza, che non mi sottrarrò al confronto con la magistratura per la quale nutro rispetto ma vi chiedo semplicemente di poterlo fare da uomo libero anche in difesa di un principio di innocenza fino a prova contraria».

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