Cronaca In città

Slot spente e attività che chiudono: il dibattito si accende sui social

L’argomento del gioco d’azzardo nei locali pubblici è tornato di strettissima attualità in seguito alla recente chiusura di uno storico bar cittadino. Luigi Minicucci, presidente di Confesercenti: «Un barista deve fare un buon caffè non essere un rivenditore di fortuna»

E’ tornato di strettissima attualità, in seguito alla recente chiusura di uno storico bar cittadino, l’argomento del gioco d’azzardo nei locali pubblici. Il proprietario del locale, non rispondente alla normativa vigente in base alla distanza minima di 500 metri da luoghi sensibili, ha lamentato l’impossibilità di proseguire con l’attività per i mancati incassi derivanti dalle macchinette. Da qui la decisione di chiudere il bar.

I commenti sui social, come era prevedibile, si sono sprecati in un misto di ilarità e nette prese di posizione. Alcuni (pochi in verità) si sono schierati a favore, la maggior parte ha invece espresso una posizione ben precisa contro, sottolineando che un’attività commerciale di questo tipo dovrebbe fornire alla clientela ben altri servizi. Gioco d’azzardo escluso. La Voce ha incontrato Luigi Minicucci, presidente di Confesercenti Novara, per fare il punto della situazione.

«È innegabile che a Novara sono ormai tantissime le attività commerciali che hanno chiuso  – spiega Minicucci – e molte altre, purtroppo, lo faranno anche nel prossimo futuro. Locali e negozi storici costretti, per i più svariati motivi, a cessare l’attività. Nel corso degli anni sono lievitati i costi e la maggior parte si arrangia come può».

Nello specifico il problema è uno soltanto?
Nello specifico stiamo parlando di un bar che evidentemente aveva deciso di puntare tutto su un’attività che è collaterale. Credo pertanto che un barista debba pensare a fare un buon caffè senza diventare un rivenditore di fortuna. Trovo questa motivazione puerile perché non tratta argomenti dell’attività principale ma, come anticipato, di una collaterale che come tale ha tutti i suoi rischi.

 

 

La legge, in tal senso, è molto chiara…
È una legge che Confesercenti Novara ha sempre combattuto fin dall’inizio perché, rispetto addirittura a quella nazionale, è di gran lunga più restrittiva. Nel nostro territorio, soffermandomi sul caso preso come esempio, un’attività del genere incontra questo tipo di problemi, cosa che non succede nella vicina Lombardia dove sono invece decisamente più calmierati. Fatta la legge a livello nazionale ogni Regione ha poi deciso autonomamente decidendo o meno ulteriori restrizioni. Nel caso del Piemonte credo sia stato fatto un passo troppo restrittivo e penalizzante.

Ma la stessa legge non va contro i locali, va contro il gioco d’azzardo…
Si dovrebbe principalmente tenere conto di attività già presenti che hanno aperto quando le regole erano altre. In ogni caso i dati parlano di un crollo dell’80% riferito al gioco d’azzardo legato alle slot, ma è pure significativo che gran parte di quella percentuale sia andato ad aumentare quello di gratta e vinci e lotterie on line. Inoltre mi sembra che anche il programma realizzato dall’Asl contro la ludopatia non abbia raggiunto i numeri sperati coinvolgendo solo qualche decina di persone. Per contro sono state messe in difficoltà le imprese, per altro senza aver risolto nulla.

Insomma, l’argomento è più che mai attuale e i fronti sui quali riflettere sono molteplici. Il dibattito, dunque, resta aperto: nei prossimi giorni la seconda puntata.

  1. Avatar

    a proposito di regole cambiate in corso, e la liberalizzazione delle licenze ? ci sono più di venti bar dal ” Mazzini bar” all’angolo delle ore comprese le traverse

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