Cronaca In città In Piemonte

Sindacati riuniti per il corteo del 1° maggio

Domani a Novara e a Verbania Cgil, Cisl e Uil sfileranno per una festa dei lavoratori centrata su “Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”

In occasione della festività del 1° maggio, Cgil, Cisl e Uil organizzano il tradizionale corteo: a Novara alle 9 da piazza Cavour, a Verbania alle 9.30 da piazzale Flaim.

Sempre a Verbania, nel pomeriggio di domani, presso Il Kantiere (via alla cartiera 23) si terrà, a partire dalle 17, la prima edizione della Festa del lavoro organizzata dalla Cgil di Novara e del Vco. Protagonisti del pomeriggio musicale saranno Black Beat Movement, Don Rodriguez, The Monkey Weather, Toxic Sox. Il ristoro sarà gestito da Villa Olimpia, simbolo del lavoro quale strumento di riscatto e appartenenza ad una società. Le realtà associative che aderiscono all’iniziativa sono Libera VCO, 21 marzo, Anpi Verbania, Sermais e NovarArcobaleno.
«Sarà un 1° maggio incentrato su “Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”  – dicono da Cgil Verbania -. Quasi quotidianamente assistiamo al diffondersi di notizie riguardanti episodi infortunistici gravi e mortali nei luoghi di lavoro. Quella della sicurezza sul lavoro è divenuta una vera e propria emergenza ed è sempre più importante il nostro impegno sulla legalità, sul lavoro regolare e di qualità, sulla difesa delle condizioni di vita delle persone, sullo sviluppo socialmente e ambientalmente compatibile e sull’intensificazione di controlli e interventi migliorativi. Dopo il corteo, alle 11 ci saranno le conclusioni saranno affidate al Segretario generale della Cisl Piemonte Orientale Luca Caretti».

A Novara, invece, venerdì 4 maggio alle 21 al Teatro dei Salesiani andrò in scena lo spettacolo “E’ tutto loro quello che luccica“. Il protagonista del romanzo teatrale di Carlo Albé, Lorenzo Guasti, racconta, per filo e per segno, al suo ostaggio, ex Presidente del Consiglio, tutto quello che è stato costretto a sopportare nel vano tentativo di trovare un posto di lavoro che non fosse una “nuova forma di schiavitù legalizzata”.

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