Cronaca In città

Il silenzio della vecchia piscina

Dopo sei anni e due diverse amministrazioni non hanno trovato ancora attuazione i diversi progetti di recupero ipotizzati. E il degrado, inesorabile, avanza

Tra il viale Kennedy e l’Agogna, in quel grande parallelepipedo di cemento e vetro, c’è solo un immenso silenzio. La piscina non c’è più da tanti anni, ormai da un decennio, da quando la tanto discussa scelta di realizzare l’impianto del Terdoppio l’ha fatta invecchiare d’un colpo.

Oggi i segni dell’abbandono all’interno sono ben visibili. La vecchia piscina sta sempre più trasformandosi in un magazzino di materiali vari, mentre sui muri esterni non sono più celate le tracce del tempo e dell’incuria.

Eppure da almeno sei anni il Comune ha ipotizzato un percorso per il recupero e il riutilizzo ad altri fini di questo spazio.

Nel gennaio 2011, la giunta comunale, presieduta da Silvana Moscatelli come facente funzioni di sindaco, approvava il progetto preliminare di un intervento che intendeva trasformare la vecchia piscina in un centro polifunzionale per la ginnastica artistica. Un milione e 350 mila euro, finanziati con capitoli di bilancio del 2010 e del 2011, i in gran parte con alienazioni e per il resto con la devoluzione di due mutui preesistenti. I lavori avrebbero dovuto essere svolti in due stralci funzionai ed in tempi relativamente brevi.

Cinque mesi più tardi, il 26 maggio 2011, veniva approvato anche il progetto definitivo.

Ma quel maggio era una vigilia elettorale. Meno di un mese dopo a Palazzo Cabrino si insediava una niova giunga comunale sostenuta dal centrosinistra, con Andrea Ballarè sindaco.

L’assessore allo sport era Giovanni Agnesina, che quasi subito constatò l’impossibilitò di dare seguito al progetto previsto, per la mancanza di una parte considerevole dei fondi, dovuta alla mancata realizzazione delle alienazioni sperate.

L’idea di far rinascere  nuova vita la piscina non viene però abbandonata. Nella primavera del 2015 il nuovo assessore allo sport della giunta Ballarè, Rossano Pirovano, lancia un nuovo percorso per ottenere l’obiettivo sperato. Viene pubblicato un bando per manifestazione di interesse da parte di soggetti privati, disposti ad investire nel recupero della ex piscina, avendo in cambio la possibilità di gestire l’impianto e ricavarne dei proventi.

Due furono le proposte che arrivarono sul tavolo dell’ammnistrazione. La prima, presentata da un pool di soggetti guidati dalla società ginnastica di S.Pietro Mosezzo, riprendeva l’idea di realizzare un impianto riservato alla ginnastica artistica. La seconda proposta, presentata invece dal Comitato provinciale della UISP, prevedeva la realizzazione di una struttura polifunzionale che avrebbe ospitato diverse discipline sportive, dal fitness alla arrampicata sportiva.

La giunta esaminò le proposte e ne discusse. Ma ancora una volta si era alla vigilia di una tornata elettorale e ancora una volta dalle urne uscì un cambio di fronte politico.

La partita è ora sul tavolo dell’assessore allo sport della giunta Canelli, Federico Perugini.

«Poche settimane dopo il nostro insediamento – dice a La Voce di Novara – ho avuto modo di incontrare gli esponenti delle società di ginnastica che mi hanno ribadito il loro desiderio di vedere realizzato quel progetto di recupero. Ho poi potuto esaminare le carte relative all’altro progetto, pure di valore e di interesse».

E quindi?

«Negli auspici dell’amministrazione c’è certamente quello di riuscire a restituire alla città questa struttura, realizzando qualcosa di davvero utile alla pratica sportiva. Ma non possiamo prescindere da una verifica circa le possibilità concrete di attuare l’intervento».

Per farla breve, Perugini vuole accertare se e a che condizioni i due proponenti delle manifestaziioni di interesse abbiano realmente le risorse economiche per portare a termine il recupero, posto che il bilancio del Comune non consente di sostenere un progetto complessivamente piuttosto oneroso.

Per ora, dentro e fuori la vecchia piscina abbandonata, c’è solo un assordante silenzio

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