Cronaca Provincia
Sequestrata un'altra pulitura

Sequestrata un’altra pulitura metalli

Scoperti illeciti ambientali e che più di metà degli operai lavorava in nero

Sequestrata un’altra pulitura metalli, dopo le due sottoposte a chiusura forzata ad agosto, in seguito agli sversamenti nel lago d’Orta. Questa volta i carabinieri forestali hanno fatto tappa in un impianto di Briga novarese, scoprendo una serie di irregolarità ambientali e che più delle metà degli operai lavorava “in nero”.

“Nel corso dell’accertamento è emerso che l’impianto soggetto al controllo risultava del tutto privo di autorizzazione sia al deposito e gestione dei rifiuti, sia alle immissioni in atmosfera dei fumi di produzione”, spiegano gli inquirenti. Al sopralluogo hanno partecipato anche i carabinieri del Nucleo ispettorato lavoro, che hanno imposto la “sospensione dell’attività imprenditoriale essendo stato rilevato all’atto del controllo un numero di lavoratori in nero superiore alla soglia del 20% dei presenti sul luogo di lavoro (3 su 5 totali, ndr)”.

Dall’inizio dell’anno si tratta del quarto caso di azienda di pulitura metalli sottoposta a sequestro per violazione alle normative ambientali. I precedenti risalgono ad agosto (due aziende di San Maurizio d’Opaglio) e a maggio (a Cavallirio).

“L’attività è inserita in un più ampio programma di controlli congiunti su imprese di pulitura metalli, svolti con il Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri e Compagnia di Arona – spiegano i Forestali – I controlli sono finalizzati alla prevenzione e contrasto delle attività illecite nel settore ed a protezione di un contesto ambientale, come quello dell’alto novarese e del Lago d’Orta, di alto pregio paesaggistico e naturalistico”. (Foto d’archivio)

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