Cronaca Taccuino del cronista

Sequestrano l’amica con forbici e coltello per estorcerle denaro

Per altre due settimane hanno continuato a minacciarla con messaggi e chiamate: volevano altri 2.000 euro, per riparare a uno sgarro risalente a un anno fa. Operazione “Revenge”: arrestati una donna giordana di 42 anni e il complice novarese di 48

Sequestrano l’amica con forbici e coltello per estorcerle denaro. Una brutta vicenda, andata in scena a Novara il 6 marzo scorso e che ora ha portato all’arresto di una donna giordana di 42 anni e del suo complice, un 48enne novarese, accusati di rapina aggravata e tentata estorsione aggravata.

La vittima è una 41enne sudamericana, residente nel quartiere di Sant’Andrea. Alla sua porta, quella sera, hanno bussato l’amica giordana e il 48enne, che la vittima non conosceva. Una volta entrati, dopo qualche scambio di battute, i due l’hanno legata con il nastro isolante e, mentre la minacciavano puntandole al fianco un coltello trovato nella sua cucina, l’hanno trascinata in un lungo e in largo, tenendola per i capelli. L’obiettivo era farsi dare del denaro contante. La 41enne aveva in casa 600 euro, che i due hanno portato via insieme al suo passaporto. L’incubo è durato un paio d’ore, a suon di minacce e ciocche di capelli tagliati. Ma non era ancora finito.

I due, anche nei giorni successivi, hanno continuato a tampinarla con messaggi e telefonate minatorie, perché volevano altri 2000 euro, da versare attraverso il circuito “Money transfer”. Erano convinti che la 41enne non avrebbe mai sporto denuncia, perché era clandestina.

 

Ma si sbagliavano. La vittima, a cui era stato distrutto il cellulare, è riuscita a contattare la polizia la sera stessa del sequestro in casa, grazie all’aiuto di un amico.

Dalle indagini della squadra mobile è emerso che i due avevano messo in atto le loro azioni nei confronti della vittima come vendetta di un presunto sgarbo che la donna giordana avrebbe subito oltre un anno fa (da qui il nome dell’operazione “Revenge”).

A distanza di 2 settimane dal fatto, gli agenti sono entrati in azione perquisendo le abitazioni di D.N., attiva nel settore dei trattamenti estetici e residente in zona San Paolo; lo stesso è avvenuto a casa del 48enne E.S.O., residente in periferia.

In quelle due settimane la donna sudamericana era sempre rimasta barricata in casa, nel terrore di poter incontrare di nuovo i due aguzzini. Per loro la Procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, ma essendo entrambi incensurati il Gip ha concesso loro i domiciliari. Per la vittima sono state attivate le procedure per il rilascio del permesso di soggiorno per fini di giustizia.

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