Cronaca Scuola

Scuola Buscaglia, cancello aperto e furgone in cortile: la denuncia delle insegnanti

La questione è stata sollevata da un gruppo di docenti che da tempo lamenta il sistematico passaggio del furgone della ditta di ristorazione per il ritiro dei contenitori vuoti mentre i bimbi giocano in cortile. «Abbiamo più volte segnalato il problema ma ogni richiesta è stata disattesa»

Un problema denunciato da molto tempo e tuttora irrisolto. Succede alla scuola primaria Buscaglia di via Fara con protagonisti, loro malgrado, i bambini dello stesso istituto. «Sono mesi – spiega Tiziana Avantaggiato, insegnante della scuola che si fa portavoce delle colleghe della 1 B e della rappresentante di classe – che sistematicamente durante l’intervallo del dopo mensa, mentre i bambini giocano in cortile intorno alle 14, arriva, proprio nello spazio adibito al gioco, il furgone della ditta di ristorazione per ritirare i contenitori vuoti dalla mensa».

Un problema di non poco conto, specie per l’incolumità dei piccoli. «Noi insegnanti  – prosegue – abbiamo già più volte segnalato il fatto alla direzione, tramite email e foto che documentano la situazione di pericolo che si viene a creare con il furgone che transita ed effettua manovre tra i bambini che giocano correndo. Anche la rappresentante di classe, Stefania Guido, ha in seguito contattato per email la responsabile del comune Rodà e la direzione didattica».

 

 

Risposta? «La responsabile della ristorazione le aveva garantito che avrebbe scritto direttamente alla ditta cosa che la rappresentante dei genitori si era ugualmente premurata di fare telefonando personalmente alla suddetta ditta». Risultato? «Il risultato è che tutte le  richieste sono finora rimaste completamente disattese. La situazione non è cambiata, quindi il furgone entra e fa manovra mentre i bambini di 6-7 anni, appartenenti a ben quattro classi, giocano in cortile».

Con tutti i possibili rischi che ne potrebbero conseguire. «Faccio notare che tutte le maestre sono super vigili in questo frangente, ma l’imprevedibilità dei piccoli è risaputa. In mezzo a questo totale silenzio riferito alle nostre rimostranze, e prima di piangere per qualche incidente, speriamo almeno in questo modo di poter dar voce alla nostra denuncia».

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