Cronaca In città

Sant’Andrea rinasce con la nuova area sociale e verde

Un progetto di riqualificazione urbana portato avanti da Fondazione De Agostini, Comune di Novara e sette associazioni (Comunità di Sant’Egidio, Cooperativa sociale Aurive, Pro Natura Novara Odv, Associazione di promozione sociale Sermais, Associazione culturale Creattivi, Territorio e cultura Onlus, Officina della Danza) oltre ad Assa

Un progetto di rigenerazione urbana che unisce un cantiere fisico a uno sociale. Un’area di 5.766 mq voluto da Fondazione De Agostini in collaborazione con il comune di Novara e sette associazioni (Comunità di Sant’Egidio, Cooperativa sociale Aurive, Pro Natura Novara Odv, Associazione di promozione sociale Sermais, Associazione culturale Creattivi, Territorio e cultura Onlus, Officina della Danza) oltre ad Assa, che si sono rese disponibili alla gestione. “Una piazza verde per Sant’Andrea”, questo il titolo dell’iniziativa, che era stata presentata lo scorso anno nel decimo anniversario della Fondazione. E ieri, alla Casa della Solidarietà nel quartiere Sant’Andrea a Novara, è stato sottoscritto il Patto di collaborazione tra Comune, Fondazione e associazioni coinvolte.

Un’iniziativa che ha lo scopo di trasformare uno spazio di periferia in un luogo di polarità attrattiva di incontro e socializzazione, valorizzando spazi di pubblico interesse e attivando forme di cittadinanza attiva.

I due aspetti del progetto
Del cantiere fisico si è occupato l’architetto paesaggista Massimo Semola il quale ha parlato delle aree che saranno create all’inteno del parco: «Il parcheggio con il marciapiede su via Delle Rosette, già realizzati, un’area giochi e un’area cani, piazzole di sosta, la piazzetta con la tettoia, illuminazione e fontanelle, piantumazione di alberi e smina del prato».

L’aspetto sociale, invece, è stato affidato a a Kcity: «Per consolidare questo progetto – ha spiegato Paolo Cottino – abbiamo deciso di attivare uno strumento che si basa sulla logica dei beni comuni in modo che i luoghi comuni possano essere curati da chi li utilizza. È in quest’ottica che le organizzazioni si impegnano a promuovere attività autofinanziando gli eventi».

Gli enti fondatori
Gli enti e le organizzazioni che aderiscono al Patto di collaborazione si impegnano a condividere gli obiettivi del progetto di rigenerazione dell’area verde e a collaborare per rendere il nuovo parco riqualificato un luogo: attrattivo, comunitario, educativo, integrato, misto, inclusivo, innovativo, presidiato, autocostruito, autosostenibile. «Il patto – ha commentato il presidente della Fondazione De Agostini, Roberto Drago – rappresenta una garanzia che questo progetto non sarà solo un parco, ma sarà uno spazio che potrà vivere a lungo senza problemi».

«Un anno fa abbiamo pensato a questo quartiere perchè abbiamo sempre avuto attenzione per zome della città che erano sempre state trascurate – ha dichiarato il sindaco, Alessandro Canelli -. Un’iniziativa che deve diventare un modello da replicare in altri quartieri della città».

Le associazioni
Daniela Sironi, Sant’Egidio: «Oggi con questa firma ci mettiamo la faccia in un luogo simbolo per questo quartiere che significa aggregazione e famiglia».

Mattia Anzaldi, Sermais: «Verrò creato un ponte tra la falegnameria sociale Fadabrav di Sant’Agabio e questo luogo».

Davide Dagosta, Creattivi: «Il nostro scopo sarà quello di portare giovani artisti in piazza utilizzando il quartiere come museo a cielo aperto. Inoltre NovaraJazz, in una delle giornate inaugurali, farà una parte musicale».

Luca Martelli, Aurive: «Ci occupiamo di periferie e, nell’ottica del progetto “Frontiere Urbane” già attivato con il Comune, cercheremo di creare un dialogo tra la periferia di Sant’Andrea e il centro con eventi legati alla Street Art e alla musica».

Anna Denes, Pro Natura: «Daremo vita a un vivaio con una serie di piante originarie della pianura padana. Lo spazio sarà, inizialmente gestito da noi, ma coinvolgendo gli studenti delle scuole e i cittadini».

Marta Nobile, Officina della danza: «Metteremo a disposizione alcune aree della mostra scuola e organizzeremo saggi e spettacoli per il nostro quartiere».

 

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