Cronaca In città

A rischio demolizione la rampa del liceo classico

Danni strutturali ne avevano imposto la chiusura già a settembre. L'assessore: «Non sappiamo ancora come ci muoveremo. Gli uffici tecnici stanno facendo le verifiche».

«La rampa del liceo classico Carlo Alberto potrebbe anche essere demolita. È una delle ipotesi al vaglio». A dichiararlo a La Voce di Novara è l’assessore ai lavori pubblici del Comune, Simona Bezzi. Si tratta del passaggio pedonale che porta da baluardo Lamarmora al classico e poi prosegue con una scalinata verso viale Curtatone. La rampa è chiusa da metà settembre quando, a seguito di una segnalazione dell’istituto, i tecnici comunali ne verificarono lo stato di pericolosità. Oggi appare strettamente transennata, impercorribile.

 

Era utilizzata da moltissimi studenti e professori per raggiungere le diverse scuole della zona e oggi la sua impraticabilità sta generando disagi al traffico in viale Ferrucci e viale Curtatone, viste le molte auto che si fermano in zona negli orari di entrata e uscita.

Serve una soluzione urgente. «Gli uffici ci stanno lavorando» dopo che «si è anche svolto un confronto con la Provincia», ma «al momento la soluzione da prendere non c’è ancora». Così l’assessore Bezzi, che conferma: «Vi sono danni strutturali, tanto è vero che abbiamo chiuso. Si tratta di capire quanto siano gravi».

Ad allungare i tempi anche il problema della competenza, ovvero di quale ente avrebbe dovuto accollarsi i costi dell’intervento. La manutenzione della scuola è della Provincia, ma infine si è capito che dovrà farlo il Comune. «È una situazione complessa – spiega ancora l’assessore Bezzi – e gli accertamenti fatti indicano che si tratta di una strada pubblica e non di asservimento alla scuola». In effetti è segnalata nella toponomastica come via Augusto Livier (un preside del Carlo Alberto) e si ricorda che un tempo c’era anche il cartello relativo. «Era nata come collegamento fra le due vie».

Allora come intervenire? «Ad oggi non ho dati per dire come ci muoveremo. Gli uffici tecnici stanno facendo le verifiche. Bisogna capire se rimetterla a posto implicherebbe costi esorbitanti e non fosse più conveniente demolire e ricostruire o addirittura se si dovrà demolire e basta, per poi trovare una soluzione alternativa. Quando avremo i dati si potrà fare la scelta». Per Bezzi qualche novità potrà emergere «fra una settimana, dieci giorni al massimo, quando emetteremo un comunicato congiunto con la Provincia».

Il problema ruota, ovviamente, attorno ai costi, che sono comunque ancora ignoti. E i tempi? «Sicuramente non è prevedibile un intervento immediato» chiude l’assessore.

 

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