Cronaca Taccuino del cronista

Rimesso in libertà torna a spacciare, Nastri: «Cambiare la norma»

Il parlamentare novarese interviene sui risvolti dell'operazione School, che ha smantellato una rete di spaccio fra giovanissimi, il cui fornitore era recidivo. La procuratrice Marilinda Mineccia: «Il lavoro della giustizia è difficoltoso, ma se una persona sbaglia scattano le misure previste per legge»

«Non è pensabile che una persona, fermata a ottobre con quattro chili di droga possa tornare, di fatto, in libertà e continuare a spacciare. A maggior ragione se lo spaccio avviene nei pressi delle scuole»: così il senatore Gaetano Nastri (Fratelli d’Italia) commenta i risvolti emersi dall’operazione School dei carabinieri di Novara, che ha portato all’arresto di 10 persone.
Il dito del parlamentare novarese è puntato contro il caso di Ruggero Ettolli, il 45enne che riforniva la rete di spaccio, composta da 9 ragazzi fra 19 e 21 anni. Come detto, era stato arrestato a ottobre e dopo un periodo in carcere, era finito ai domiciliari e successivamente era tornato in libertà con obbligo di firma. A metà marzo era stato condannato con rito abbreviato a due anni di reclusione. Nel 2007 era stato già arrestato in un’altra operazione antidroga della squadra mobile, denominata “operazione Celo”; anche allora fra i clienti c’erano dei ragazzi molto giovani.
Sulla scarcerazione di Ettolli e sul suo repentino ritorno sul mercato degli stupefacenti, la procuratrice Marilinda Mineccia ha commentato: «Il lavoro della giustizia è difficoltoso, perché deve essere basato su interventi calibrati e mirati alla rieducazione. Ma se una persona si comporta male, inevitabilmente viene scoperta e scattano le misure previste per legge. Peraltro in questa fase investigativa sono stati scoperti altri 13 episodi di spaccio, avvenuti prima dell’arresto di ottobre».
«E’ evidente che tutte le norme sono state rispettate dai giudici, ci mancherebbe altro – continua Nastri – Ma è proprio questo fatto che deve far riflettere: non è forse il caso di cambiare sistema? Ricordo che qualche tempo fa si citavano bande di ladri dell’Est che, intercettati, avvertivano i ‘colleghi’ di venire pure in Italia, che tanto nessuno finiva in galera. Sono fermamente convinto che così non si possa continuare e, soprattutto, ne sono convinti gli italiani. Per questi motivi – conclude – avvierò in Senato una discussione e un confronto per valutare come intervenire per modificare alcune norme, pur mantenendo inalterato il concetto di rieducazione della pena».

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