Cronaca Taccuino del cronista
Recuperati due angeli del '600

Recuperati due angeli del ‘600 del valore di 30.000 euro

Erano stati rubati 12 anni fa dalla chiesa di Santo Stefano ad Albergate e oggi sono stati restituiti alla Diocesi di Novara. L'indagine dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio sono partite da alcuni controlli effettuati in occasione del Mercanteinfiera di Parma, che li ha portati a Viterbo

Recuperati due angeli del ‘600: a 12 anni dal furto tornano a casa due statue del valore di 30.000 euro. Si tratta di due angeli del Seicento, che erano stati trafugati dalla chiesa di Santo Stefano ad Albergate (frazione di Borgosesia) e che oggi i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Roma hanno riconsegnato al vescovo monsignor Franco Giulio Brambilla, in una cerimonia tenutasi nella cappella del Lanino in Duomo a Novara. I due angeli sono stati ritrovati a Viterbo, nel capannone di un antiquario, che li aveva acquistati da un altro mercante d’arte di Macerata, già noto alle forze dell’ordine. Dal punto di vista giudiziario, la posizione dell’antiquario viterbese è stata archiviata, perché il suo è stato ritenuto un acquisto effettuato in buona fede.

Le indagini erano partite grazie ai controlli attivati dai carabinieri durante l’ultima edizione del Mercanteinfiera di Parma. Nei giorni dell’evento i militari hanno passato al setaccio tutto ciò che era in vendita, confrontando la merce con le opere rubate, presenti nel database dei beni culturali. Così il nucleo romano ha scoperto che i due angeli erano finiti nelle mani dell’antiquario di Viterbo e si sono messi sulle loro tracce. «Al nostro arrivo abbiamo scoperto che alle statue erano state smontate le ali, probabilmente per renderle più appetibili per il mercato – ha spiegato il capitano Michelangelo Lo Buono, comandante del nucleo Tcp di Roma – Le ricerche sono quindi proseguite anche nei giorni successivi, fino a quando un nostro brigadiere è riuscito a ritrovare anche le ali mancanti. I due manufatti presentano qualche piccolo danno, ma sono tutto sommato in buona salute e siamo molto felici che possano fare ritorno a casa».

Recuperati due angeli del '600«Sinceramente, a distanza di così tanti anni, non speravamo più di poterle rivedere – ha commentato don Angelo Porzio, accompagnato da alcuni parrocchiani di Albergate – E quando abbiamo ricevuto la seconda telefonata, in cui ci veniva comunicato che erano state recuperate anche le ali, abbiamo avuto un momento di commozione. Si tratta di due angeli ceroferari (statute-candelabri, ndr) del ‘600, in origine color carta da zucchero, che nel 1800 furono restaurati dallo stesso professionista che restaurò il Sacro monte di Varallo Sesia. Sino a prima del furto erano collocati alle spalle dell’altare, attorno alla statua della Madonna che schiaccia il drago. La mattina del 29 maggio 2006 trovammo la porta della chiesa spalancata – ha ricordato il parroco – Oltre agli angeli vennero rubati anche dei reliquiari, 6 candelabri e 2 tabernacoli. Tutti questi beni erano già stati catalogati, ma degli altri non abbiamo più notizie».

«Il censimento dei beni mobili e immobili della Chiesa, partita nel 2007 e che nella Diocesi di Novara è in fase di ultimazione, è fondamentale per diversi motivi – ha aggiunto monsignor Brambilla – Grazie al database digitale della Cei le schede delle singole opere sono tutte disponibili in tempo reale e si rivelano utili in caso di danneggiamento o furto, ma anche per la loro custodia e perché possano essere messe a disposizione del pubblico per finalità culturali e spirituali. L’arte non è fatta per essere messa nei musei, perché fa parte della vita – ha aggiunto il vescovo – Come è possibile educare al bello, se il bello non si può vedere. Il fatto che la mostra su Gaudenzio Ferrari a Varallo Sesia stia per chiudere con più di 15.000 visitatori è segno che la gente non è indifferente alla bellezza. Per questo abbiamo bisogno di laici, che ci aiutino a tenere aperte le chiese e a renderle fruibili».

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