Cronaca In città

Rampa del liceo Classico: si va alle calende… greche? Forse no

L'anno scolastico si è concluso, il degrado avanza a vista d'occhio e nessun lavoro è iniziato. Ma il sindaco annuncia: «I soldi ci sono»

Ultimo segnale ufficiale ricevuto: 18 aprile. Il sindaco, in quel momento assessore “ad interim” ai lavori pubblici, risponde al preside Sergio Botta e ai promotori della petizione (che aveva raccolto oltre 2000 firme) che chiedeva un intervento in tempi rapidi sulla via Augusto Lizier, nota ai più come “rampa del Liceo Classico”. Nella lettera poche e circostanziate informazioni: l’intervento è di stretta competenza comunale, perchè si tratta a tutti gli effetti di una strada; gli interventi necessari sono «importanti e non di celere esecuzione»; le risorse economiche necessarie sono «di considerevole entità»; l’opera non è inserita nel vigente piano triennale delle opere pubbliche, ma – citiamo testualmente dalla lettera firmata da Alessandro Canelli – «è precisa intenzione di questa amministrazione provvedere al reperimento delle risorse economiche necessarie all’inserimento delle opere nella prima variazione del bilancio dell’anno in corso».

Il sindaco, con una buona dose di ottimismo, conclude la lettera affermando che «è ragionevole ipotizzare che l’apertura al pubblico della rampa potrà avvenire agli inizi del prossimo anno».

Dopo questa comunicazione la scuola non ha più avuto notizie. E, ovviamente, la preoccupazione è cresciuta in modo esponenziale.

A rasserenare almeno in parte gli animi, è lo stesso sindaco. Interpellato dalla Voce, conferma: «Premesso che questa è l’ennesima tegola imprevista che ci capita in testa, abbiamo la disponibilità dei fondi necessari, circa 150.000 euro, finanziati con mutuo, e già inseriti nel piano delle opere pubbliche in una voce “generica” che parla di ripristini strutturali di cavalcavia, rampe eccetera. In quell’eccetera riusciamo a far rientrare anche la via Lizier.  Nel mese di luglio, in sede di ricognizione dello stato di attuazione del Documento di programmazione, modificheremo il Piano delle opere pubbliche specificando anche questo intervento. Nel frattempo sono avviati tutti i preliminari amministrativi. Poi si passerà alla progettazione, al bando di gara e infine ai lavori».

Di certo quella ottimistica previsione che faceva riferimento ai primi mesi del 2019, sarà inevitabilmente disattesa.

Non saranno forse  le calende greche, ma l’attesa non sarà ancora breve.

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