Cronaca In città

Quella “Storia a fumetti”, capolavoro editoriale di Nerviani

La città si prepara a dare l'estremo saluto all'uomo politico. E intanto si riscopre una sua profonda passione, quella per l'editoria.

Mentre la città si sta preparando a dare l’estremo saluto a Enrico Nerviani (i funerali saranno celebrati martedì pomeriggio alle 14 nella Basilica di San Gaudenzio, mentre un rosario in suffragio sarà pregato domani, lunedì 4 dicembre, alle 18,30 nella chiesa del Monserrato) ancora altri ricordi commossi ed attestati di stima si sono aggiunti al lungo elenco  delle prime ore. Gli ultimi in ordine di tempo sono quelli dei consiglieri comunali Daniele Andretta e Pietro Gagliardi che ricordano «la correttezza e compostezza con cui ha sempre fatto valere le proprie opinioni» e di Paolo Cirri, segretario dell’associazione degli Amici del Parco della Battaglia, che ricorda l’impegno di Nerviani per la tutela dell’area territoriale teatro degli eventi storici del 1849.

Ma in questi giorni sono molti coloro che, ricordando la vicenda personale, culturale e politica di Enrico Nerviani, stanno riportando alla luce alcuni aspetti solo apparentemente “secondari” della sua intensa e impegnata esistenza.

Una di queste è l’attività editoriale. Nerviani ha coltivato la passione per la scrittura, per l’informazione e la divulgazione attraverso le diverse stagioni della sua vita. Una delle più feconde fu l’idea di produrre un giornale mensile di attualità e cultura, che realizzò dapprima come “free press” distribuito gratuitamente per approdare poi all’edicola, con un rilevante successo di vendite. Stiamo parlando della vicenda di “Novara Mese”, pubblicato con la sigla HIxa Editrice. Proprio sulle pagine di NovaraMese nacque l’idea, fortemente sostenuta proprio da Nerviani, di pubblicare una inusuale storia di Novara.

È la “Storia di Novara a fumetti”, un vero e proprio piccolo capolavoro. Nato dalla matita di Manuela Tarlao Perotti, illustratrice e disegnatrice di raffinata sensibilità, e dalla sapiente conoscenza storica di Dorino Tuniz e Giancarlo Andenna, la “Storia” fu dapprima pubblicata a puntate sulla rivista mensile, per poi essere raccolta in un volume, pubblicato nel novembre del 1984 e di grandissimo successo, tanto da essere seguito da un secondo volume dedicato al periodo dai Comuni al Risorgimento e apparso nel 1986.

Un libro, come si leggeva della scheda di presentazione «che può essere guardato e letto sia a scopo di divertimento, sia a scopo didattico», perchè, come sottolineano gli stessi autori «è possibile apprendere e riflettere sui principali problemi storici con volto e animo sorridenti».

Una impostazione modernissima e ancor oggi di grande attualità. Sfogliando le pagine del libro, oltre alla raffinatissima qualità dei disegni, emerge una notevole capacità di sintesi e una straordinaria ironia. È in questo tratto ironico che va collocata l’idea – che porta proprio la firma di Nerviani – di dare a vari personaggi (reali o immaginari) il volto di una serie di illustri concittadini del mondo politico, culturale, economico, allora molto conosciuti. Così l’mperatore Enrico V ha le sembianze dello stesso Nerviani, o Alberto di Biandrate quelle dell’allora ministro Franco Nicolazzi, o ancora il console Malastroppa De Riparia quello dell’allora sindaco Armando Riviera.

Sfogliare le pagine della “Storia a fumetti” è come rileggere  gli episodi della gloriosa vicenda delle origini della città e insieme una storia più contemporanea e vicina nel tempo in cui scorre una infinita galleria di visi noti e meno noti, quasi in un gioco garbatamente irridente che, almeno per chi ha superato i 50 anni, ha ancora oggi un fascino divertente e giocoso.

Bello sarebbe, per contribuire a ricordare Enrico Nerviani, ridare nuova vita a questo piccolo capolavoro. Chissà che qualcuno ci pensi.

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