Cronaca Giudiziaria

«Prima o poi ti becco e ti faccio una faccia tanta», 40enne a processo

Protagonista un novarese finito in tribunale con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, stalking e violenza sessuale nei confronti della ex compagna

«Abbiamo vissuto insieme 16 anni, all’inizio la nostra convivenza era normale poi il rapporto è diventato un po’ burrascoso. Era geloso, anch’io lo ero, in un rapporto di coppia è normale; ma la sua era una gelosia particolare: se mi vedeva parlare con qualcuno, un collega di lavoro, un conoscente, lui pensava subito che io avessi qualche altra relazione. E cominciava ad insultarmi».

Poi però, stando a quanto la donna ha denunciato, dagli insulti lui sarebbe passato rapidamente alle mani, tanto che l’uomo, quarantenne novarese, è ora a processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, stalking e violenza sessuale nei confronti della ex compagna. Stando a quanto la donna ha raccontato davanti ai giudici, lui più volte si sarebbe presentato davanti al posto di lavoro di lei per controllarla, per «vedere se parlavo qualcuno. Un giorno è venuto a casa – ha aggiunto la donna – l’ho visto dallo spioncino della porta; lui si è accorto che ero dietro e ha iniziato ad insultarmi e minacciarmi. “Prima o poi ti becco e ti spacco la faccia” mi diceva; aveva anche detto a mia figlia di riferirmi che “il giorno del giudizio sta arrivando; il bello deve ancora arrivare”. Sono stata aggredita due volte, la prima volta ero per strada, era sera, stavo tornando a casa dal lavoro; stavo prendendo le chiavi dalla borsa per aprire il cancello e mi ha spinto da dietro. Non l’avevo neanche sentito arrivare, non so dove fosse nascosto. Sono caduta a terra e lui ha iniziato a rovistare nella mia borsa… Mi sono messa a gridare lui è scappato e poi, quando sono salita in casa ho chiamato i carabinieri. La seconda volta, sempre mentre tornavo a casa dal lavoro. Mi stava seguendo in auto, mi ha raggiunta e dopo avermi insultata come al solito, mi ha dato una testata sullo zigomo».

 

 

Le minacce, ha riferito la donna, erano continue: «Passava in auto mentre io tornavo a casa dal lavoro e, con le dita, faceva il gesto di tagliarmi la gola». All’uomo viene anche contestato un episodio di violenza sessuale quando, di fatto separati, abitavano ancora nella stessa casa. L’aveva presa alle spalle, gettata sul letto, e con la forza aveva abusato di lei. «Gli ho detto che l’avrei denunciato e lui mi ha risposto che non gliene importava niente». Il processo prosegue a maggio.

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