Cronaca In città Solidarietà

Prima agli italiani? Ma anche no… Lo “zaino pieno” di Fratelli d’Italia va alla Caritas

Nastri, De Grandis e Caressa mettono da parte la pregiudiziale "razziale" e consegnano a don Giorgio Borroni il ricavato della raccolta effettuata l'8 settembre

Prima agli italiani? Ma anche no…

Sono finiti alla Caritas Diocesana i materiali di cancelleria raccolti dagli amministratori di Fratelli d’Italia nei giorni scorsi e originariamente destinati, come era chiaramente indicato nelle note stampa a corredo dell’iniziativa, ad essere distribuiti «direttamente e senza intermediari».

Una sottolineatura  particolarmente “insistita” anche quest’anno come negli anni passati quando Fratelli d’Italia non aveva responsabilità di governo in città, ed aveva dato vita ad analoghe raccolte, sempre poste rigorosamente in alternativa a quanto organizzato sullo stesso fronte dalla  Caritas e da diverse organizzazioni di volontariato cittadine. Di tutta evidenza il fatto che la diffidenza derivasse dall’abitudine di Caritas e associazioni collegate, di non fare distinzioni “razziali” e di fornire  quaderni e matite a chiunque ne avesse bisogno,  immigrati compresi.

Quest’anno alla fine però «gli amministratori di Fratelli d’Italia hanno deciso di dare supporto diretto anche alla Caritas che vanta sul territorio una storica e capillare distribuzione attraverso le sue parrocchie».

Nel comunicato di resoconto, ovviamente, non c’è alcun riferimento alla “italianità” dei destinatari, ma si una un più prudente “novaresi” che può essere applicato indistintamente a chiunque viva in città.

Il direttore della Caritas, don Giorgio Borroni che ringrazia per la collaborazione e auspica «altre collaborazioni con le forze politiche e sociali della città per perseguire la lotta contro la povertà e favorire l’inclusione sociale» precisa con molta chiarezza che destinazione avrà il materiale consegnato dal senatore Nastri, dal vicesindaco Caressa e dal consigliere De Grandis:  «distribuiremo ai vari Centri di Ascolto di Novara, che già avevano operato una raccolta di materiale scolastico all’esterno di alcuni supermercati, quello che ci è stato ulteriormente consegnato».

E, si sa, ai Centri d’Ascolto della Caritas nessuno chiede il certificato di cittadinanza italiana….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati

Sponsorizzato

La pubblicità su La Voce? PIù spendi più guadagni

La pubblicità su La Voce? Più spendi più guadagni

Lo sapevi che più pubblicità fai sul nostro quotidiano on line e sul nostro free press più guardagni? Da quest’anno, infatti, è stato approvato il cosiddetto Bonus Pubblicità che permette alle imprese, ai lavoratori autonomi e agli enti non commerciali di usufrire di un credito d’imposta in relazione agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa. L’ammontare del beneficio Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati e, addirittura, del 90% nel caso si tratti di microimprese, piccole e medie imprese e start-up innovative.