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Pride: Canelli prova a difendersi, Nastri gli fa sponda, ma ormai il caso è nazionale

Per il sindaco «tutti hanno diritto a manifestare, ma il Comune non sposa un causa che non condivide». Fdi parla di «spettacolarizzazione», mentre la sinistra va all'attacco: «Decisione anacronistica». E dal Parlamento europeo si leva la voce di Daniele Viotti: «Credo che questi sindaci bigotti e omofobi abbiano fatto il loro tempo»

Il Gay Pride è «una manifestazione folkoristica, che non serve a rilanciare il tema della tutela dei diritti perché, al contrario, accentua le battute da caserma». Il sindaco leghista di Novara, Alessandro Canelli, respinge le critiche piovutegli addosso. E conferma l’intenzione di non concedere il patrocinio dell’amministrazione comunale alla manifestazione in programma il 26 maggio. «Tutti hanno il diritto di manifestare, e infatti lo faranno liberamente; allo stesso modo, però, l’amministrazione comunale ha il diritto di non sposare una causa che non condivide».
«Era scontato che la decisione dell’amministrazione comunale di Novara avrebbe suscitato la reazione della sinistra e dei soliti radical-chic», gli fa sponda il senatore Gaetano Nastri di Fratelli d’Italia, che «appoggia in pieno – spiega – la scelta del sindaco Canelli. Il nostro partito difende la famiglia tradizionale. Il Gay Pride rappresenta, a nostro giudizio, la spettacolarizzazione di un modo di essere. E’ quindi legittimo essere contro questa spettacolarizzazione, senza dover essere tacciati di omofobia».
La questione è stata sollevata, per primo, dal gruppo Pd novarese, che parla di «decisione anacronistica e discriminatoria. Bollare l’evento, come ha fatto Canelli, come “folklore controproducente« è quanto di più svilente e moralista ci si possa aspettare nel 2018. Il Sindaco, che appena eletto si è affannato a dichiarare urbi et orbi che sarebbe stato il sindaco di tutti, alla prova dei fatti si dimostra essere prevedibile e scontato nel ruolo di moralizzatore: mentre la Regione Piemonte e la Provincia di Novara hanno dato il patrocinio e sosterranno l’iniziativa, il Comune di Novara sarà assente dando prova di non rappresentare realmente tutti i novaresi».
Ma intanto la vicenda è balzata alle cronache nazionali: in queste ore ne parlano tutte le principali testate italiane, anche in seguito alle numerose reazioni scatenatesi fra i vari rappresentanti istituzionali del centro sinistra. Su tutte spicca certamente quella di Daniele Viotti, parlamentare europeo piemontese copresidente dell’Intergruppo LGBTI a Strasburgo: «Credo che questi sindaci bigotti e omofobi abbiano fatto il loro tempo. Noi continueremo a sfilare, come sempre ‘colorati e baracconi’». E annuncia: «Sarò a Novara dove manifesteremo tutto il nostro orgoglio e faremo un Pride meraviglioso – aggiunge -. Gli atti di questi sindaci – quello di Novara è l’ultimo di una serie – mi sembrano operazioni di chi non sapendo amministrare cerchi un po’ di pubblicità sulla nostra pelle».
L’assessora regionale alle Pari opportunità Monica Cerutti pensa che «sbaglia il sindaco a bollare questa manifestazione come un’ostentazione. Si tratta invece di un’occasione per ribadire il diritto alla visibilità di chi ancora oggi, in determinati contesti, fatica a esprimere il proprio orientamento sessuale e può essere vittima di discriminazione». A farle eco anche il presidente del Consiglio regionale e presidente del Comitato Diritti Umani, Nino Boeti: «Penso che certe battaglie di libertà e di civiltà debbano appartenere a tutti. Come Consiglio regionale del Piemonte, attraverso il Comitato, anche quest’anno sosterremo con un contributo il Coordinamento LGBT per l’organizzazione delle iniziative del Pride. Perché è una festa di tutti».
Toni ancor più duri e preoccupati sono quelli del consigliere regionale democratico novarese Domenico Rossi: «La negazione del patrocinio a Novara Pride da parte del Comune è una notizia che non va sottovalutata. Dietro parole che sembrerebbero nascondere paternalismo (“non si ritiene possa apportare il giusto contributo alle crescita delle coscienze ed un’attenta valorizzazione delle delicate tematiche”) e una preoccupazione per il decoro della città (“un’inutile ostentazione”), si nasconde una visione ben precisa della società incarnata e proposta dalla Lega, soprattutto nella sua nuova versione sovranista di Matteo Salvini. Pochi giorni fa – continua Rossi – il presidente lombardo Fontana ha negato il patrocinio al Gay Pride sottolineando che, invece, lo avrebbe concesso al Family Day. Non è un caso, inoltre, che Salvini più volte si riferisca al presidente ungherese Orban come a un suo riferimento politico e che veda in Putin un partner da preferire agli alleati atlantici, così come testimoniano anche le prese di posizione sugli ultimi sviluppi della guerra siriana. Qualcuno si chiederà che cosa c’entri tutto questo con il Novara Pride. C’entra eccome! Dal 2013, in Russia, è vietato per legge organizzare Gay Pride. Dobbiamo alzare lo sguardo e unire i puntini. In che società vogliamo vivere?», si chiede, confermando la propria partecipazione alla manifestazione del 26 maggio.

  1. Avatar
    Mapi Negro

    Ritengo che la scelta del Sindaco Canelli sia giusta.
    Non sono omofoba, ne’ con pregiudizi nei confronti di chi vive diversamente la propria sessualità. L’ostentazione invece può essere controproducente nel voler demarcare ancora una differenza che a livello di legge non esiste più.

    La vita va vissuta all’interno della propria comunità e Novara mi sembra tutto fuorché omofoba.
    Le ragioni mie sono queste e non so se sono le stesse di Canelli
    Io stessa nella permanenza decennale fatta a Roma , mi recavo alGay Village dell’Eur alle 4 Fontane, dove trovavo momenti di cultura, musica, politica e divertimento.
    Questa potrebbe essere un idea accessibile a tutti, che porterebbe una veduta più ampia , uno scambio reciproco, in uno spazio che nn duri un pomeriggio, ma sia approfondimento senza pregiudizi.

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