Cronaca In città Tendenze
pranzi e cene a domicilio

Pranzi e cene a domicilio, Novara sempre più smart

I nuovi colossi delle consegne a domicilio sempre più presenti sotto la Cupola. Deliveroo aggiunge McDonald's alla propria lista di insegne convenzionate e punta ad assumere 30 rider entro fine anno. Pareri dei ristoratori a confronto: c'è chi aderisce vedendole come opportunità e chi invece preferisce continuare a fare tutto da sé e spiega perché

Pranzi e cene a domicilio, Novara sempre più smart. Alcuni anni fa un amico che vive a Città del Messico mi raccontò che laggiù il vero business era ormai la consegna a domicilio, di qualsiasi cosa. È facile comprendere quali siano i tempi da trascorrere in coda fra le strade della città più grande del mondo, con quasi 9 milioni di abitanti, hinterland escluso.

Novara ha dimensioni immensamente più ridotte, ma anche qui il fenomeno sta ormai prendendo sempre più piede. Soprattutto nelle consegne di pasti pronti, ordinabili comodamente da una App, seduti sul divano di casa o alla scrivania del proprio ufficio. Da oggi sotto la Cupola entra in funzione anche il servizio McDelivery: “Anche i novaresi potranno ordinare il proprio menù McDonald’s preferito e farselo recapitare a casa grazie a Deliveroo, partner di McDonald’s per il servizio di consegna a domicilio – spiega una nota della catena di fast food – L’attivazione del servizio di food delivery nella città di Novara si inserisce all’interno del piano di investimenti di McDonald’s in Piemonte, dove l’azienda è presente con 43 ristoranti, di cui 2 a Novara, per un totale di quasi 1.300 dipendenti”.

pranzi e cene a domicilioQuello della food delivery è un trend in continua crescita, basti pensare che solo nel 2017 sono stati 4,1 milioni gli italiani che si sono affidati ad App per ordinare cibo a domicilio”, commenta Dario Baroni, Chief Marketing Officer di McDonald’s Italia.

Deliveroo punta sempre più su Novara. Attivo in città dallo scorso 13 settembre, con 25 locali convenzionati (fra ristoranti-pizzerie, gelaterie, fast e street food e dolciumi), punta a creare “opportunità di lavoro per oltre 30 rider (gli addetti alla consegna, ndr) nei prossimi 3 mesi”. Le selezioni sono aperte a tutti, secondo quanto abbiamo raccolto, ma la maggior parte dei candidati sono ragazzi giovani, soprattutto studenti universitari, vista la tipologia di attività.

“Un recente studio commissionato da Deliveroo a Capital Economics – spiega una nota della società – sottolinea come siano stati generati complessivamente oltre 21 milioni di euro di valore aggiunto per il settore della ristorazione in Italia, che hanno creato 120 nuovi posti di lavoro per i ristoranti che lavorano con la piattaforma. Quasi la metà (47%) di questi ristoranti ha raggiunto nuovi consumatori grazie al servizio di consegne”.

I ristoratori: pareri a confronto

Fino a qualche anno fa la consegna a domicilio era offerta solo dalle pizzerie d’asporto e dalle gastronomie orientali, che avevano attivato autonomamente il servizio. Ora la possibilità di scelta fra gusti e menu diversi si è allargata, anche grazie ad altre nuove realtà arrivate sul mercato. Come Just Eat. Per i ristoratori novaresi rappresentano davvero delle occasioni da cogliere?

Tra chi risponde sì c’è Mario Ferrara, titolare di Pizzeria Centro, tra i primi locali a convenzionarsi con Deliveroo:“Siamo sempre alla ricerca di strumenti che permettano di migliorare il servizio offerto ai nostri clienti. Siamo quindi contenti della collaborazione con Deliveroo, che ci permetterà di raggiungere i nostri clienti a domicilio – commentava all’avvio del servizio – Si tratta di una nuova opportunità che abbiamo accettato con piacere e che speriamo venga accolta con entusiasmo dai nostri clienti”.

Più scettico, invece, è Francesco Liguori cotitolare del ristorante Long Jin, anch’esso una realtà storica per Novara. “Non ho convenzioni con nessuno di questi servizi, provvediamo direttamente noi alle consegne a domicilio – spiega – Qualche tempo fa mi era stato proposto di convenzionarci con Just Eat, ma ci siamo accorti subito che non sarebbe stato sostenibile per noi, visto che su ogni ordine è richiesta una commissione del 20%. L’eventuale aumento di lavoro sarebbe andato a gravare sulla cucina, aumentando i tempi di attesa dei clienti in sala. Per un ristorante è follia. E comunque avremmo dovuto gestire autonomamente le consegne. Just Eat è una piattaforma tecnologica che dà sì visibilità, ma che diventa anche intermediario col cliente. In sostanza invece di aumentare la tua clientela ha l’effetto di fidelizzarla a sé”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati