Cronaca In città

Piscina Solferino: «Colpa di chi c’era prima? Basta usare la scusa dell’anno scorso»

L'ex assessore allo Sport della giunta Ballarè Rossano Pirovano replica a Perugini: «I soldi per i lavori c'erano, avevamo venduto Pharma Novara e Casa della Porta, ma l'amministrazione ha scelto di spenderli per il Dal Lago. E c'era anche un progetto esecutivo da 250.000 euro, ora salito a 400.000»

Rossano Pirovano

«Secondo l’assessore Perugini “è colpa di chi c’era prima” se la riapertura della piscina di via Solferino continua a slittare… Poteva dirlo l’anno scorso, ma ora non può più usare questa scusa. I soldi per i lavori, anche se da alienazioni, noi li avevamo trovati, perché avevamo appena venduto Casa della Porta». Non si è fatta attendere a lungo la replica dell’assessore allo Sport della giunta Ballarè, Rossano Pirovano, su un caso che continua a tenere banco nell’estate novarese. Ieri l’asssessore ai Lavori pubblici Federico Perugini aveva convocato una conferenza d’urgenza, comunicando che «ci vorrà ancora qualche settimana, perché nel frattempo si è scoperto che c’è un muro dell’area bar pericolante e perché gli intonaci degli spogliatoi stavano cedendo». Un annuncio nel corso del quale ha anche rispolverato vecchie polemiche con la precedente giunta.
A cui Pirovano, ora consigliere d’opposizione, risponde punto su punto. «Innanzitutto va detto che noi nel 2016 abbiamo lasciato la piscina funzionante, sotto la gestione della Libertas. E per la ristrutturazione gli uffici comunali competenti avevano anche già stilato un progetto esecutivo da 250.000 euro (ora non so perché è salito a 400.000), che sarebbe stato finanziato con parte degli 800.000 euro ricavati dalla vendita di Casa della Porta. I fondi c’erano eccome – sottolinea – anche perché in quel periodo era stata venduta anche la partecipata Pharma Novara. La nostra idea era di programmare i lavori per l’autunno 2016, così da farla trovare pronta per la stagione 2017. Ma nel frattempo ci sono state le elezioni, in Comune è arrivata la giunta Canelli, che ha scelto, con tutto il diritto di farlo, di usare quei fondi per la messa in sicurezza del Pala Dal Lago. Il risultato è che, però, la giunta ha dovuto trovare altrove quei fondi per la piscina e intanto il tempo è passato. Troppo. E ora si è già perso il mese di giugno, che è anche quello più remunerativo con i grest. Poi si può tenere aperto fino a fine agosto, ma nel frattempo c’è anche meno gente in città».

L’assessore sostiene che la Libertas, però, vi avesse scritto per segnalare le problematiche strutturali dell’impianto e il calo degli incassi derivanti dal Piano Musa, chiedendo uno sconto sul canone di gestione: è così?

Perugini a destra con il direttore dei lavori

«Da un’interrogazione in consiglio comunale è emerso che il vecchio gestore è andato in rotta proprio perché i lavori non erano partiti nell’autunno 2016 – ribatte Pirovano – Peraltro è vero che l’attuale giunta aveva anche concesso uno sconto del canone, ma aveva anche deciso di addebitare i costi dell’acqua al gestore, che fino a quel momento erano a carico del Comune. Il che avrebbe comportato un aumento dell’esborso per il gestore. Non è un caso che Libertas non abbia partecipato alla gara per l’assegnazione della stagione 2017 e che l’impresa di Terni che lo aveva vinto abbia poi gettato la spugna. A giudicare dalle foto apparse sui giornali nelle ultime 24 ore si ha l’impressione che la situazione sia in alto mare, nonostante siano già passati due anni. Va bene che ha piovuto molto a maggio, ma la questione della piscina non è certo piovuta sulla testa solo ora. Forse è il caso di farsi qualche domanda…», conclude.

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