Cronaca In città

«Piscina Carlo Alberto in cambio di nuovi spazi alla Passalacqua»

Una permuta che comprende anche la palestra dell'istituto, che il Demanio sarebbe pronto a siglare con il Comune, secondo l'assessore Moscatelli. Ma intanto le vasche restano chiuse e in stato d'abbandono

Il Comune punta a cedere il terreno su cui sorgono la piscina e la palestra del Carlo Alberto per guadagnare nuovi spazi all’interno delle caserme. Un’operazione “aperta” da anni, che potrebbe anche consentire di superare un’empasse urbanistico, risalente agli Anni ’70.
La procedura è inserita all’interno delle alienazioni con un valore periziato di circa 672.000 euro, già dai tempi dell’amministrazione Ballarè, ma ora sembrano essersi aperti nuovi spiragli. «Si tratta di una permuta più che di un’alienazione vera e propria – precisa l’assessore al Patrimonio Silvana Moscatelli – Nel 1977 il Demanio chiese al Comune di Novara di costruire su un terreno, di proprietà di quest’ultimo, l’edificio che ospita la piscina e la palestra». Grazie a quell’accordo nacquero le due strutture sportive, situate all’angolo fra il baluardo Lamarmora e via Gallarati. Ma la distinzione fra le due proprietà (terreno ed edificio) è ancora in essere. «Ora il Demanio civile si è reso disponibile ad acquisire anche il terreno – continua Moscatelli – Una permuta dalla quale il Comune riceverebbe in compensazione un’altra parte della caserma Passalacqua. Questa dovrebbe essere la strada che si è andata a tracciare».
La piscina è chiusa da anni, mentre la palestra è tuttora in uso da parte dell’istituto Carlo Alberto e di altre società sportive. Secondo Moscatelli la permuta «non avrà conseguenze sugli utilizzatori degli spazi. Lo stesso Carlo Alberto è interamente già di proprietà del Demanio civile».
Il Comune avrebbe invece nuovi spazi all’interno della Passalacqua di viale Ferrucci, che già ospita un parcheggio a pagamento, il dormitorio e dove, dal 1° gennaio scorso, sono stati aperti i bagni pubblici (subito dopo la chiusura di quelli di via Pontida, annessi alla struttura dell’ex Macello, da anni dichiarata inagibile per la presenza di amianto nelle coperture).

La palazzina di via San Bernardino da Siena

Un’operazione di permuta, analoga a quella del Carlo Alberto, si era vista anche nel gennaio 2014. Il Comune aveva ceduto al Ministero della difesa la palazzina di via San Bernardino da Siena (situata di fronte al Parco caduti di tutte le guerre), ottenendo in cambio in comodato d’uso gli spazi della Passalacqua in cui è stato allestito il dormitorio. Un accordo raggiunto a distanza di 10 anni dalla costruzione del palazzo di via San Bernardino, a causa di un lungo ritardo sulle intese fra le parti coinvolte. Lo stabile era infatti stato costruito dal Comune su un terreno del Demanio, in cambio del quale Palazzo Cabrino avrebbe dovuto ottenere la caserma Perrone, all’interno della quale nel frattempo era però sorta l’Università del Piemonte orientale. In attesa che gli enti pubblici trovassero una soluzione, il palazzo dotato di 8 alloggi, fu vandalizzato, depredato e poi anche occupato per un paio di notti da un gruppo di persone sotto sfratto. Nel definire l’accordo, ormai 4 anni fa, il Comune aveva dovuto anche sborsare circa 1,2 milioni di euro per rimettere a posto gli alloggi, in cui oggi vivono le famiglie dei militari.

L’ingresso della piscina Carlo Alberto, ormai chiusa da anni

Nell’operazione Carlo Alberto, al momento, non sembra di scorgersi alcun esborso da parte del Comune. Ma è un peccato dover constatare che, nel frattempo, la piscina in cui hanno imparato a nuotare tanti bambini novaresi nei vari decenni, sembra destinata a rimanere ancora chiusa e in stato d’abbandono.

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