Cronaca In città

Ma Piazza Martiri è “solo” questione di parcheggi?

Al convegno di "Novara Nostra" sono tornati gli echi dei dibattiti del passato. Con pochi tentativi di guardare avanti

Si sa,  i “classici” non passano mai di moda. Che siano un completo in Principe di Galles o un film con Clark Gable.  Anche il tema della pedonalizzazione di Piazza Martiri è un po’ così: ogni volta che riemerge genera sempre passioni e interesse. E così dobbiamo annotare nel taccuino un pienone da grande evento questa mattina, sabato 27 gennaio, all’Arengo del Broletto per il convegno dedicato al tema dall’associazione Novara Nostra.

Ma gli “evergreen”, anche quelli più affascinanti lasciano sempre anche un certo nonsochè di già visto e già sentito. E anche da questo punto di vista il convegno non ha fatto eccezione.

Perchè gran parte degli interventi sono stati pronunciati, per così dire, con il collo torto all’indietro, a ripercorrere con accenti diversi – dalla rievocazione al rammarico alla rivendicazione – le strade attraverso cui almeno in un trentennio il dibattito sul tema della pedonalizzazione si è dipanato.

Il confronto di questa mattina si è ancora una volta concentrato soprattutto sul tema del parcheggio. Così il sindaco Alessandro Canelli (con l’immediata eco-ripetizione del’assessore al governo del territorio Federica Borreani) ha collegato strettamente l’opzione per la pedonalizzazione alla realizzazione del nuovo parcheggio sotterraneo nei giardini del Vescovado (tema di cui La Voce ha ampiamente parlato nelle scorse settimane). E con la stessa logica l’architetto Mauro Grimaldi, progettista del recupero del Castello ha sottolineato come tutta l’operazione di ristrutturazione dell’edificio visconteo-sforzesco fosse strettamente connessa con l’ipotesi di parcheggio sotterraneo di largo Bellini che a suo parere è stato un errore non realizzare. E ancora una volta di parcheggi ha parlato il presidente di Ascom Novara, Maurizio Grifoni che ha ribadito la disponibilità dei commercianti a ragionare di pedonalizzazione solo e soltanto in presenza di un “transfer” in altro luogo vicino dei posti auto oggi disponibili intorno al monumento equestre di Vittorio Emanuele II.

È stato Andrea Ballarè, che da sindaco della città è stato colui che ha rilanciato con forza l’opzione di piazza Martiri pedonale, a provare a dare con il suo intervento uno sguardo appena oltre la “contabilità” degli stalli di sosta. «Perchè – ha detto tra l’altro – la questione di piazza Martiri è una grande questione di riqualificazione di una porzione importante del centro storico. Qualcosa che ha a che fare con l’identità stessa di Novara. Negli anni passati abbiamo posto le condizioni per arrivare ad affrontare questo tema: la rivitalizzazione degli esercizi pubblici che si affacciano sulla piazza anche attraverso il piano dei dehor, il rilancio del Teatro Coccia, il completamento del castello. Ora è tempo di guardare alla natura, alla funzione e all’aspetto della nostra piazza più bella. Ma questo – ha ammonito – non può essere un semplice atto amministrativo».

E quasi a dare un assaggio dell’approccio possibile all’obiettivo della riqualificazione della piazza, sono stati brevemente presentati tre dei trenta progetti che a suo tempo avevano partecipato al concorso di idee indetto proprio dalla Giunta Ballarè per raccogliere proposte e suggestioni per arrivare a dare un nuovo volto a questo importante spazio pubblico.

C’è stato, per la verità, anche un altro aspetto che non ha trovato spazio nel quadro disegnato nel corso del convegno. Ed è il tema del sistema generale della mobilità pubblica e privata che non può rimanere distinto e separato da un processo di mutazione delle funzioni e della struttura di un’area così rilevante. E che a sua volta è strettamente collegato al futuro dell’area del vecchio ospedale. Di tutto questo non si è neppure accennato. Peccato.

Un convegno quindi che, pur riconoscendo la buona volontà di chi ha voluto soprattutto riportare sotto i riflettori un argomento importante, alla fine è stato una mezza occasione persa.  E noi che ci eravamo un po’ illusi dopo il saluto di altissimo livello con cui il vescovo Franco Giulio Brambilla ha gettato in mezzo al tavolo il tema della bellezza come centro di una sfida per il futuro della città….

Photogallery di Andrea Marangon

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