Cronaca Taccuino del cronista

Operai in nero, scarichi e rifiuti illeciti: chiusa una pulitura metalli

Continuano i controlli sull'impatto ambientale delle aziende: per l'impresa di Cavallirio, oltre al sequestro di uno scarico e di alcuni sacchi di polvere metallica, anche la sopensione dell'attività, perché più del 20% dei lavori presenti era senza contratto

Sospensione forzata dell’attività per una pulitura metalli del novarese, dove sono stati scoperti lavoratori in nero, irregolarità sulla gestione dei rifiuti e sugli scarichi dei fumi industriali. Illeciti che hanno portato anche al sequestro di diversi materiali e all’emissione di una multa da 14.000 euro, nonché alla denuncia dei due responsabili dell’azienda.
È il pesante bilancio di un controllo effettuato, nei giorni scorsi, dai carabinieri forestali con i colleghi del nucleo ispettorato del lavoro, all’interno di una ditta di pulitura metalli, con sede a Cavallirio. Durante il sopralluogo i militari hanno trovato all’opera 4 lavoratori senza contratto su 9 totali. Questo è stato sufficiente a far scattare la sospensione dell’attività, previsto quando viene accertata la presenza di lavoratori in nero in misura superiore al 20% di quelli trovati sul luogo di lavoro. Al provvedimento si è aggiunta anche una multa da 14.000 euro.
Ma i problemi non sono finiti qui. Nel corso del controllo gli inquirenti hanno che «la ditta gestiva i rifiuti prodotti dall’attività d’impresa in maniera illecita e che effettuava le immissioni in atmosfera dei fumi derivanti dall’attività, in assenza della prescritta autorizzazione amministrativa». Irregolarità per cui sono scattati i sigilli sull’impianto di emissione dei fumi in atmosfera. Sotto sequestro sono finiti anche alcuni sacchi contenenti delle polveri da lucidatura di metalli, che non risultavano essere gestite in conformità alla normativa sui rifiuti industriali. L’operazione ha portato alla denuncia di due persone: un senegalese e un albanese, residenti nel territorio della provincia.
«Il settore delle puliture dei metalli, nella nostra provincia, ha una notevole importanza, sia per i suoi positivi risvolti occupazionali che economici più in generale – commentano i carabinieri forestali e quelli del nucleo ispettorato del lavoro – Si tratta di un settore produttivo che deve essere svolto nel rispetto della normativa vigente onde abbattere al massimo il rischio ambientale e quello di infortunio sui luoghi di lavoro. Inoltre, l’esercizio dell’attività in violazione alle normativa ambientale e giuslavoristica costituisce anche una forma di concorrenza sleale contro le imprese che operano nel rispetto della legge. L’esperienza dimostra come, spesso, la tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro e dell’integrità ambientale viaggino di pari passo. In questa logica, le sinergie tra reparti di specialità dell’Arma consentono di potenziare al massimo la capacità di controllo del territorio e di prevenzione degli illeciti».

Continuano dunque i controlli ambientali sulle imprese del novarese a contrasto delle irregolarità. Nei giorni scorsi la polfer di Novara, con l’operazione «Oro rosso» contro i furti di rame sulle linee ferroviarie, aveva scoperto diverse irregolarità nel trattamento e nel recupero dei metalli, da cui era scaturita una denuncia per gestione non autorizzata di rifiuti. Mentre fra febbraio e aprile, gli stessi carabinieri forestali, avevano scoperto due officine abusive alla periferia di Novara, in una delle quali gli oli esausti venivano scaricati direttamente in un tombino.

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