Cronaca Taccuino del cronista

Una novarese al centro della banda delle truffe telefoniche agli anziani

Quindici ordinanze di custodia cautelare in carcere per altrettanti componenti di una organizzazione che operava tra la Polonia e l’Italia

«Milano è il botto… dove fanno di più ‘ste truffe. La cara nonna! Ed è vero! Tutti lì vanno!». È la frase pronunciata al telefono nel dicembre dell’anno scorso da Vanessa Palmeri – ha 22 anni e risiede a Novara – nell’ambito dell’indagine della Procura di Milano che ha portato ad azzerare una organizzazione specializzata in truffe ad anziani che operava tra la Polonia, sede di un call center con cui venivano contattate le vittime, e l’Italia, e che avrebbe esteso i suoi tentacoli anche in altre parti d’Europa.

Vanessa Palmeri è una delle quindici persone sono state arrestate alle prime ore del mattino di oggi, giovedì 19 ottobre, tra Milano e Novara. Si tratta di 10 italiani e 5 polacchi di origine rom lovari. Su di loro pende l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura milanese con al centro “numerosissime truffe tentate o consumate” agli anziani che venivano contattati telefonicamente da un finto parente in difficoltà e venivano convinti a dare cifre fino a 8000 euro e, in alcuni casi, anche gioielli.

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere chieste dal pm Giancarla Serafini e dal procuratore aggiunto Riccardo Targetti sono state firmate dal gip Roberta Nunnari ed eseguiti da Polizia di Stato, Polizia Locale e Carabinieri della sezione pg della Procura di Milano con la collaborazione della Squadra mobile di Milano e di Novara, della Polizia locale di Milano e dei Carabinieri di Abbiategrasso. L’indagine è nata dall’arresto nel settembre 2015 di uno dei componenti del gruppo criminale trovato in possesso di numerosi cellulari. Dai dati delle sim e dai contatti contenuti nei telefoni si è risaliti all’attività della banda che aveva la mente in Polonia e il braccio operativo che riscuoteva il denaro in Italia. Il meccanismo individuato è quello ormai noto del finto parente in difficoltà. Una parte delle persone arrestate risiedevano in Polonia e avevano organizzato un vero e proprio call center e, come è stato riferito, individuavano in massa le persone anziane da contattare. Al telefono spiegavano alle vittime, in gran parte milanesi e alcune anche in Svizzera, che un loro stretto parente era in difficoltà, in genere per un incidente, e invitavano quindi l’anziano a dare tutto quanto avevano immediatamente disponibile a un uomo che si sarebbe presentato a breve in casa o in un luogo prestabilito. Per essere più convincenti, secondo l’inchiesta, sono arrivati a simulare la voce del familiare al telefono, che dava istruzioni su come comportarsi. L’ordinanza di custodia cautelare riguarda venti episodi (alcuni filmati) ma, dalle indagini, il fenomeno risulta molto esteso. Il pool investigativo è riuscito a individuare l’associazione che operava tra Italia e Polonia in quanto sono state raccolte e analizzate tutte le denunce arrivate alle diverse forze dell’ordine.

La Palmieri, secondo la ricostruzione, avrebbe fatto da intermediaria tra i “centralinisti” e gli “esattori” e avrebbe avuto il compito anche di “piazzare” presso i compro oro i gioielli frutto delle truffe. Tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere ci sono anche Daniele Monastero, nato a Termini Imerese (Palermo), 30 anni, con il ruolo di “autista” e di “palo” che, si legge nell’atto, avrebbe accompagnato “i complici agli appuntamenti con le vittime”. Stesso compito lo avrebbe avuto Ervist Shehaj, 28 anni, nato in Albania. Tra gli esattori elencati ci sono anche Marcel Copacz, soprannominato Danuse, 28 anni nato a Orbassano (Torino), Daigoro Hudorovich, detto Daigor, 34 anni, nato a Garbagnate Milanese Maria Nicolini, 27 anni, di Trescore Balneario (Bergamo) ed Esmeralda Hudorovich, 22 anni, nata a Reggio Emilia.

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