Cronaca

Novara: incidenti ancora in aumento, la strada più pericolosa è la SS33

997 incidenti con 24 morti, tra cui un bambino, nel 2018: così Il Novarese, con quasi un incidente a chilometro, resta "maglia nera" in Piemonte. Sulla ex statale del Sempione 2,57 incidenti/km poi la SS142 tra Arona e Romagnano (1,76) e la Tangenziale di Novara (1,42). Camion e tir coinvolti sopra la media nazionale. Ecco il quadro novarese che emerge dai dati dell'ultimo studio Aci

Ancora in aumento gli incidenti stradali (e i feriti gravi) sulle strade novaresi nel 2018 con la SS33 del Sempione che si conferma l’arteria principale più pericolosa. La nostra Provincia resta quella a maggior densità di incidenti in Piemonte, quasi uno per chilometro, e le strade in città sono le più incidentate anche con alto numero di mortali. Sopra la media nazionale i camion e tir coinvolti e in crescita il numero di “due ruote”. Sulla grande viabilità il giorno con più incidenti rimane il venerdì, quello più tranquillo il martedì, l’orario più critico tra le 18 e le 24.

Lo si rileva dallo studio “Localizzazione degli incidenti stradali 2018”, presentato l’altra settimana e realizzato per il quinto anno dall’Aci, Automobile Club d’Italia, per analizzare gli oltre 172mila incidenti avvenuti lo scorso anno in Italia (con 3.334 morti e 242.919 feriti gravi), in particolare i 37.228 avvenuti sulla rete viaria principale (ex statali e autostrade) con 1.344 morti e 59.853 feriti.

 

 

Emerge il fatto che, mentre a livello nazionale gli incidenti diminuiscono (-1,4% sul 2017), in Provincia di Novara aumentano (+1,7% sull’anno precedente) e toccano quota 997. Per trovare un dato superiore si deve andare al 2014 con 1.012 incidenti e il record di 31 morti. Nello scorso anno i decessi sulle strade novaresi sono stati 24 (come nel 2017) e i feriti 1.413 (+4,6% sull’anno prima). Sulle strade urbane sono avvenuti 545 incidenti (il 54,7% del totale contro il 63,4% nazionale)  con 8 morti, mentre ne sono stati registrati 334 su autostrade e statali (con 10 morti).

Questi dati mantengono Novara tra le province a maggiore incidentalità: con 0,91 quali indice degli incidenti a chilometro si conferma la più rischiosa del Piemonte e 34ª in Italia (era 32ª lo scorso anno, ma 79ª nel 2016) in una classifica sempre guidata da Monza/Brianza (5,31), Milano (3,29) e Roma (2,32). Si consideri che la media nazionale di incidenti/km è 0,6 sulle strade extraurbane e sale a 1,3 sulle autostrade.

LA RETE VIARIA PRINCIPALE

Tra le grandi arterie la SS 33 del Sempione anche nel 2018 è stata la più pericolosa: nei 18,7 km novaresi tra Castelletto Ticino e Meina ha registrato 48 incidenti (l’anno prima 49) con 83 feriti gravi per una densità di 2,57 incidenti per chilometro (nessuno mortale) contro i 2,62 (e 1 mortale) del 2017.

Al secondo posto della classifica per incidenti al chilometro è balzata la SS 142 Biellese con i suoi 23,8 km tra Arona e Romagnano Sesia in cui sono accaduti 42 incidenti (di cui uno mortale, a Cavallirio) con 83 feriti, per un indice di 1,76 incidenti/km contro lo 0,97 (23 incidenti) di un anno prima; il tratto in Paruzzaro si conferma il più rischioso (10 casi).

Scende una posizione, da 2ª a 3ª, la Tangenziale Est di Novara (SS703) con 23 incidenti (come nel 2017) lungo 16,3 km (indice 1,42), registrando 42 feriti e nessun morto; il tratto più incidentato tra gli svincoli per Galliate/corso Trieste e per l’A4 casello Novara Est/Cim, poco più di un chilometro con 6 eventi e 13 feriti.

Alto tasso di incidentalità (1,28 contro l’1,11 del 2017) è mantenuto dai 5,4 km terminali della SS 527 Bustese (o della Malpensa) in territorio di Oleggio dal vecchio ponte sul Ticino all’innesto sulla SS32: qui si sono registrati 7 incidenti con 1 morto e 14 feriti.

Scende al 5° posto la SS11 Padana Superiore i cui 29,1 km novaresi registrano nel 2018 35 incidenti (e 55 feriti, mentre l’anno prima 1 morto e 66 feriti) di cui 12 a Trecate, 10 a Novara e 9 a Casalino.

Sale al sesto posto il tratto autostradale della A4 Torino-Trieste che registra, nei 30,5 km novaresi, 33 incidenti con 3 ben morti (indice di mortalità triplo di quello dell’intera tratta) e 45 feriti: 10 gli incidenti in territorio di Novara mentre i morti si sono avuti in due incidenti in territorio di Romentino.

Tra le buone notizie la diminuzione di incidenti sulla SS229 del Lago d’Orta, segnalata anche nel comunicato stampa nazionale dell’Aci, lungo i cui 48,6 km sono avvenuti 33 incidenti (con un morto a Caltignaga e 46 feriti) contro i 43 (2 morti e 57 feriti) dell’anno prima. Meno incidenti anche sul tratto della A 26 Genova Voltri-Gravellona Toce con soli 19 incidenti (e 35 feriti) lungo i 67,3 km novaresi, dove nel 2017 se ne registrarono 26 (con 46 feriti).

Da ricordare che la Tangenziale Nord di Milano è la terza arteria più pericolosa a livello nazionale con 10,3 incidenti a chilometro nel tratto in Provincia di Monza.

Sulle grandi arterie nel Novarese il maggior numero di incidenti si verifica di venerdì (17,4%), mentre l’orario più rischioso della giornata è la tarda sera tra le 18 e mezzanotte (35,3%), mentre giugno e luglio (12,3% e 11,4% rispettivamente del totale) sono i mesi peggiori: il tutto in pieno trend nazionale.

UTENTI VULNERABILI E MEZZI COMMERCIALI

Lo studio dell’Aci sottolinea che sulle strade extraurbane i cosiddetti “utenti vulnerabili”, cioè motociclisti, ciclisti e pedoni, rappresentano una quota elevata di decessi: il 31% a livello nazionale, di cui il 10,2% sono pedoni. Sull’insieme della viabilità novarese sono state coinvolte 363 “due ruote”, pari al 19,4% (18% nel 2017) di tutti i mezzi incidentati. Quanto ai pedoni si registrano 5 morti e 112 feriti.

L’Aci segnala infine come, sulle autostrade, i veicoli commerciali e industriali, tra autocarri, autotreni o autoarticolati, siano coinvolti nel 31% degli incidenti (ma è il 50% nei 108,3 km di autostrade in territorio novarese). Come dato sulla viabilità generale ne sono coinvolti il 6,6% in Italia e l’8% a livello novarese.

TIPOLOGIA DI INCIDENTI

Nei 997 incidenti nel Novarese sono stati coinvolti 1874 veicoli, tra cui 1310 auto, 150 moto, 40 ciclomotori, 173 biciclette, 149 veicoli commerciali ed anche 9 autobus.

24 i morti (in maggioranza uomini, 17, come da tendenza nazionale): tra loro 8 (5 conducenti, 1 passeggero e 2 pedoni) con oltre 65 anni, 6 nella fascia d’età fra 30 e 54 anni (tutti conducenti) e 5 fra 18 e 29 anni (3 conducenti, 1 passeggeri e 1 pedone).

Tra i 1413 feriti (825 maschi e 588 femmine), 559 (430 conducenti, 96 passeggeri, 33 pedoni) sono con età tra 30 e 54 anni, 337 (224 conducenti, 98 passeggeri, 15 pedoni) con età fra 18 e 29 anni e 185 (123 conducenti, 33 passeggeri, 29 pedoni) con età oltre i 65 anni.

Gli incidenti hanno coinvolto anche ben 149 minori (nel 2017 erano stati 108) tra cui un bambino sotto i 14 anni deceduto come pedone; dei feriti 75 sono sotto i 14 anni (5 conducenti, 61 passeggeri, 9 pedoni) e 73 sono ragazzi (33 conducenti, 30 passeggeri, 10 pedoni).

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