Cronaca Taccuino del cronista

Novara crocevia della cocaina sull’asse Colombia Albania

Una verità emersa dall’operazione chiamata in codice “Contadino” durata all’incirca due anni e portata a termine dai carabinieri del reparto operativo di Novara che hanno sgominato un traffico internazionale

Fiumi di cocaina su Novara: è il dato, per certi versi sconcertante, emerso dall’operazione chiamata in codice “Contadino” durata all’incirca due anni e portata a termine dai carabinieri del reparto operativo di Novara che hanno sgominato un traffico internazionale di cocaina purissima gestito da albanesi e italiani che, proveniente dalla Colombia e diretta in Albania, arrivava poi in città.

Di più: «Novara – come ha sottolineato il colonnello Domenico Mascoli, comandante provinciale dei Carabinieri – non è solo una piazza di transito; nell’ultimo periodo abbiamo fatto sequestri che sembrano sovradimensionati; Novara punto nevralgico di un traffico di chili e chili di cocaina pura al mese – ha aggiunto il sostituto procuratore Mario Andrigo, titolare dell’inchiesta che ha portato nella notte di ieri all’esecuzione di 19 arresti, di cui 14 eseguiti in città – L’intera filiera dell’import della cocaina passa da qui».

 

 

La droga, pura al 95%, in quantitativi variabili e stimati tra i 3 e i 5 chili in un mese, in parte si fermava a Novara, destinata al mercato locale, mentre la restante parte veniva indirizzata su altre quattro province, considerati “snodi” dello spaccio.

«Un dato (l’ingente smercio di cocaina in città, ndr) – ha sottolineato il procuratore capo Marilinda Mineccia – sul quale si impone una riflessione; la richiesta, evidentemente, a Novara è molto alta».

Gli arresti, oltre che a Novara (dei 14 arrestati in città 7 sono albanesi, sei italiani ed un nordafricano) sono stati eseguiti a Busto Arsizio, Alessandria, Massa Carrara e in provincia di Pavia. «Il traffico – ha spiegato il colonnello Sandro Colongo, comandante del reparto operativo – era gestito solo da albanesi, il livello italiano è quello esecutivo». 26 in tutto le ordinanze firmate dal gip, 19 quelle eseguite, all’appello mancano ancora sette persone tutt’ora latitanti ma, come ha sottolineato il comandante provinciale dei carabinieri «non escludiamo che ci possano essere sviluppi».

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