Cronaca In città

«Non vogliamo danzare sulle macerie del Coccia»

Sara Paladini, consigliere comunale del Pd: «Noi disponibili a collaborare per trovare una soluzione, ma Canelli ammetta le sue responsabilità e si dia da fare»

È stato anche grazie alla sua puntigliosa insistenza se dopo alcuni mesi di silenzio la situazione molto critica del Teatro Coccia è tornata sotto i riflettori. Ma Sara Paladini, giù assessore al commercio e alle politiche per la casa della giunta di centrosinistra guidata da Andrea Ballarè, oggi consigliere di opposizione nelle fila del Partito Democratico non ci sta a passare per “sciacallo”.

«Il nostro gruppo consiliare – dice per sgombrare subito il campo dagli equivoci – ha prima di tutto a cuore il bene del  Coccia. Non abbiamo alcun interesse da lucrare facendo il tifo per il default del teatro, che al contrario ci auguriamo che possa rialzarsi» E si spinge anche oltre: «Per ottenere questo obiettivo siamo pronti a fare la nostra parte e a collaborare con la giunta. Ma…»

Ma? «Alcune cose devono essere chiare. In primo luogo il sindaco non può pensare di sottrarsi alla responsabilità politica che porta in prima persona per le scelte che sono state fatte. In più trovo sconcertante che, pur in presenza di una situazione decisamente preoccupante, sia stata necessaria l’iniziativa dell’opposizione perchè si potesse ricominiciare a discutere della gestione del teatro».

Paladini non nasconde le sue perplessità anche su un altro aspetto: «Nello scorso luglio – dice – abbiamo approvato in tempi rapidissimi il nuovo statuto della Fondazione. Ci era stato detto dal sindaco e dal segretario generale che grazie a questo strumento sarebbe stato più facile gestire le relazioni tra Comune e Fondazione in piena trasparenza. Abbiamo accettato tempi abbreviati e compressi, e anche il fatto di separare il percorso di questo statuto da quello della Fondazione Castello. Con quale risultato? Sono passati sei mesi e lo statuto non è stato nemmeno registrato».

In questi giorni si è molto parlato dei conti del teatro e di un possibile rilevantissimo disavanzo per il 2018. Che opinione ha in merito?

«Credo che anche in questo caso spetti al’amministrazione fare chiarezza. Noi abbiano chiesto di essere messi in condizioni di fare tutte e valutazioni del caso avendo a disposizione dati certi e trasparenti. Nell’ultima commissione abbiamo assistito ad una scena davvero poco edificante, con il litigio tra la presidente Manfredda e l’assessore Iodice a proposito della relazione semestrale che la presidente sostiene di aver inviato mentre l’assessore lo nega. Io mi domando: perchè la verifica è stata fatta solo in occasione della commissione, richiesta dal Pd, e nessuno prima aveva sollecitato il vertice della Fondazione ad adempiere quello che è un suo preciso obbligo? Quindi, si tolgano dal tavolo le chiacchiere, si portino le carte e i conti, e allora si potrà discutere. Faccio anche notare, sempre in tema di trasparenza, che abbiamo saputo dagli articoli che La Voce e altri giornali hanno pubblicato in questi giorni che il Comune ha ricevuto la relazione annuale della Corte dei Conti che dedica una attenzione particolare alla situazione del Coccia. La relazione sarebbe arrivata a Palazzo Cabrino ormai più di dieci giorni fa, ma il presidente del Consiglio Comunale Murante, che ha l’obbligo di far avere a tutti i consiglieri quel documento, non ha fatto assolutamente nulla»

Cosa dobbiamo aspettarci per l’immediato futuro del Coccia? «Sono molto preoccupata – conclude Paladini – perchè ho veramente a cuore le sorti del teatro che è un patrimonio della città e ricordo bene quanto lavoro e quanta passione abbiamo messo in campo con il sindaco Ballarè e tutta la giunta per risanare i guasti che abbiamo trovato nel 2011 e rilanciare il teatro. Vedere oggi mettere di nuovo a rischio tutto questo fa veramente male».

 

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