Cronaca

«Non siamo angeli e non siamo eroi. Non vogliamo elogi, solo il giusto riconoscimento»

Dal comando di Novara partirà una delegazione dei Vigili del fuoco alla volta di Roma per la manifestazione del 19 novembre e per rendere omaggio ai tre colleghi caduti nell’esplosione di Quargnento

«Da almeno 15 anni i Vigili del Fuoco chiedono con forza di essere equiparati agli altri corpi dello Stato. Noi chiediamo di essere inseriti nella legge 121 o che si trovi un sistema per equipararci ad esempio, alla Polizia». È l’ennesimo grido d’allarme lanciato dai Vigili del Fuoco per riportare l’attenzione sull’ormai annosa questione dell’equiparazione, sia in termini economici che previdenziali, agli altri corpi di sicurezza.

A parlare è Michele Pipitone, segretario del Conapo Novarese (il sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco): «Il 19 novembre – spiega – saremo a Roma, in piazza Montecitorio, insieme a tutti gli altri colleghi (da Novara partiranno in 25 alla volta della Capitale, ndr) per chiedere con forza il riconoscimento di quanto ci è dovuto; anche perché il Governo precedente, finalmente, aveva fatto il calcolo di quanto potesse servire per pianificare l’equiparazione di retribuzioni e previdenza, cioè 216 milioni di euro; in realtà adesso nella manovra finanziaria ne sono stati stanziati 25, di cui 10 arrivano da un altro capitolo, sempre dei Vigili del Fuoco».

 

 

Una partecipazione, alla manifestazione, che avrebbe voluto essere più massiccia, anche alla luce dei recenti fatti di Alessandria. «Oggi piangiamo tre colleghi caduti nell’esplosione di Quargnento – aggiunge – siamo partiti anche da Novara quella notte per andare a cercarli sotto le macerie. E il 19 saremo in piazza per loro, per le loro famiglie, a chiedere quello che ci spetta. Ogni volta che accade qualcosa nel Paese noi siamo in prima linea, veniamo elogiati e dipinti come eroi. Non siamo eroi, non siamo angeli: questo è il nostro lavoro e noi siamo persone, in carne e ossa. Siamo mariti, padri, figli. E chiediamo solo il riconoscimento di quello che ci spetta».

Anche se, sotto il profilo della gratificazione «a noi basta un grazie da parte delle persone che aiutiamo, che salviamo, dall’acqua, dal fuoco, dalle macerie. Anche quando salviamo un gattino». Ma questo non può bastare. «Siamo l’unico corpo in Italia che non è sostituibile – dice Pipitone – al posto nostro non ci può andare nessun’altro. E questo lo Stato lo deve capire. Non chiediamo di adeguarci ai nostri colleghi europei, ma almeno ai cugini poliziotti con i quali condividiamo lo stesso Ministero e con i quali collaboriamo sempre e da sempre».

«Il 19 chi rimarrà al comando di Novara – spiega Gabriele Baruzzo, vice segretario provinciale del Conapo – coprirà i colleghi che andranno a manifestare. Tutti non possiamo andare: il soccorso sarà sempre e comunque garantito perché il cittadino viene prima di tutto».

«Saremo in piazza a difendere i diritti di tutti i Vigili del Fuoco piemontesi e italiani – conclude Alessandro Basile, vice segretario regionale – Piangiamo per Alessandria e con Alessandria. Molti di noi conoscevano i colleghi e molti di noi hanno pianto lacrime amarissime. Ma è il nostro lavoro e sappiamo a cosa andiamo incontro ogni giorno; almeno per una volta vorremmo non avere elogi ma una giusta equiparazione».

  1. Avatar

    Con la precisazione “non siamo eroi” non sono d’accordo!!! Andare verso e/o entrare in posti da dove, giustamente, le persone scappano a mio parere è qualcosa di ESTREMAMENTE EROICO!

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