Cronaca In città Opinioni

«Noi, genitori di persone gay, chiediamo di incontrare Canelli»

Lettera-appello dell'Associazione di genitori, parenti e amici di omosessuali, che annuncia l'apertura in città di uno sportello d'ascolto. Il nuovo servizio sarà presentato il prossimo 5 maggio: «Sindaco, ci venga a trovare per avviare un dialogo»

«Perché non cominciamo a incontrarci come uomini di buona volontà per fare assieme quanta più strada è possibile a favore della tutela dei diritti?». Lo chiede Agedo, associazione di Genitori, parenti e amici di omosessuali, in una lettera aperta al sindaco Canelli, dopo le polemiche sorte in seguito al «no» alla concessione del patrocinio comunale al Pride del 26 maggio.
L’associazione, che a Torino è attiva dal 1992 e che ha un altro presidio anche nel vicino Vco, annuncia anche l’apertura a Novara di un punto di ascolto, pensato per «aiutare genitori e figli a vivere in modo sereno e consapevole l’omosessualità in famiglia e all’esterno, coinvolgendo scuole e istituzioni del territorio».
«Per noi il Pride non è una “manifestazione folkloristica” negativa ma una festa in cui tante persone lgbt finalmente dichiarano alla società di esistere, di esserci – si legge nella lettera inviata a Canelli -Vede signor Sindaco, per tanti anni e ancora oggi, gli omosessuali sono stati costretti a nascondersi, a non rendersi visibili. Nel periodo fascista, addirittura, venivano portati al confino perché non potevano stare nella società, venivano eliminati dal consesso civile. I nazisti poi arrivarono ad eliminarli fisicamente nei forni crematori. Oggi è tempo che il nascondimento e l’invisibilità finalmente abbiano a finire. È arrivato per noi il momento che i nostri figli vivano la loro vita e i loro affetti alla luce del sole. Questo per noi è il senso del Pride e, con questi pensieri nel cuore, ci saremo con le nostre bandiere assieme ai nostri ragazzi. Le statistiche ci dicono che circa il 10% della popolazione è omosessuale o transessuale. Il fenomeno, per via di questi numeri, quindi interessa più o meno direttamente tutti quanti».

«Lei scrive che il Pride “non serve a rilanciare il tema della tutela dei diritti”. Scrive anche che “tutti hanno il diritto di manifestare, infatti lo faranno liberamente, allo stesso modo però l’amministrazione comunale ha il diritto di non sposare una causa che non condivide”. Noi non capiamo la Sua posizione ma ne prendiamo atto – si legge ancora nella missiva – Contemporaneamente, però, e accoratamente Le chiediamo, per la posizione che Lei ricopre, di aiutarci affinché si possa affermare la tutela dei diritti che in parte ancora oggi sono negati ai nostri ragazzi. Signor Sindaco, perché non cominciamo a incontrarci come uomini di buona volontà per fare assieme quanta più strada è possibile a favore di quella tutela dei diritti che Lei stesso ha citato? Apriremo un nuovo punto di ascolto di Agedo a Novara per aiutare quei genitori che nel momento in cui vengono a conoscenza della omosessualità o della transessualità dei loro figli entrano in crisi perché si trovano davanti un imprevisto. Lo faremo con una nostra manifestazione il 5 maggio alla Barriera Albertina, dalle 20,30. Ci farebbe molto piacere se Lei volesse venire a trovarci per iniziare un dialogo, che riteniamo indispensabile».

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