Cronaca In città

Cgil: «Fare chiarezza sul caso del sindacalista comunale con il doppio lavoro»

Per il segretario della Funzione Pubblica, Guido Catoggio, «Ne va del buon nome di tutte le organizzazioni sindacali»

C’è soprattutto un aspetto a preoccupare i dirigenti della Cgil Funzione pubblica nella vicenda, emersa nei giorni scorsi, di un dipendente comunale e rappresentante sindacale (del sindacato autonomo CSA) che, a seguito di un accertamento effettuata dalla Guardia di Finanza, è stato sanzionato dal Comune di Novara per aver svolto attività lavorative non autorizzate durante i permessi ottenuti per svolgere la sua attività sindacale : «Una brutta storia che getta fango su tutto il mondo sindacale».

Perchè, ha ribadito il segretario della FP Cgil Guido Catoggio nel corso di una conferenza stampa tenuta questa mattina alla Camera del Lavoro, «l’opinione pubblica di fronte a fatti del genere, quando non vengono perseguiti e sanzionati a dovere, è indotta a fare di tutta l’erba un fascio e a mettere in discussione il ruolo stesso del sindacato nella pubblica amministrazione».

Catoggio, che ha incontrato la stampa insieme al collega Paolo Del Vecchio che segue il settore delle cooperative e al segretario provinciale della Camera del Lavoro Attilio Fasulo, ha ricostruito minuziosamente la vicenda che è salita agli onori delle cronache dopo il provvedimento disciplinare (30 giorni di sospensione sena stipendio) e alla sanzione economica (68.000 euro), comminate dall’amministrazione comunale a Francesco Di Piero, dipendente dell’ufficio anagrafe comunale, da molti anni impegnato nell’attività sindacale, e attualmente dirigente del CSA, un sindacato autonomo, per il quale è anche  componente delle RSU del comune di Novara.

Si è parlato in particolare di una attività di noleggio auto con conducente di cui il dipendente comunale sarebbe stato titolare non essendo in possesso – così risulta dal provvedimento a suo carico – delle prescritte autorizzazioni.

«Una vicenda – ha spiegato Catoggio – sulla quale anche da parte nostra da tempo si era rivolta una attenzione particolare. E che probabilmente va anche oltre quanto finora emerso».

«Perchè – ha aggiunto Del Vecchio -siamo stati testimoni involontari di una situazione perlomeno curiosa: nell’agosto dello scorso anno abbiamo trovato Di Piero come consulente di una cooperativa nostra controparte in una trattativa per un cambio appalto nella gestione dell’asilo nido comunale di Borgoticino. Lui che era in aspettativa per svolgere la sua attività sindacale, in quella trattativa ha assistito come consulente una parte datoriale che alla fine non ha riassorbito due lavoratrici, che così hanno perso il lavoro».

«Ci auguriamo – hanno commentato i rappresentanti della CGIL – che il dipendente abbia la possibilità, nell’ambito di un ricorso che ha annunciato di voler presentare, di chiarire completamente la propria posizione. Ma nel caso i fatti fossero confermati, ci pare che l’amministrazione debba riconsiderare la portata del provvedimento assunto, che a nostro parere, nonostante le apparenze, è ridicolo nelle proporzioni»

«Anche perchè – hanno concluso i sindacalisti – sarebbe sbagliato e controproducente per l’amministrazione dare l’impressione di essere forte con  deboli e debole con i forti. Ci sono state situazioni in cui per semplici errori materiali di timbratura sono state comminate sanzioni pecuniarie ai dipendenti “colpevoli”. E in altre situazioni, invece, si è stati “indulgenti” con dipendenti, magari investiti di responsabilità e ruoli, anche di fronte a comportamenti più discutibili. Non vorremmo che anche questo caso rientrasse in questo genere di “timidezze”»

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