Cronaca In Piemonte

Morti in Val Vigezzo, Borghi: «Inquietante l’atteggiamento di Anas»

Il deputato ossolano del Pd conferma: «I fondi per la messa in sicurezza erano disponibili già nel 2014. Perchè non si è andati avanti con i lavori»? Mentre infuria la polemica politica sono stati identificate le due vittime: son due coniugi elvetici di 53 e 54 anni

Si chiamavano Marco e Maria Ausilia Scolari le due vittime della frana che nel pomeriggio di ieri, domenica di Pasqua, si è abbattuta sulla strada statale della Valle Vigezzo. Avevano rispettivamente 53 e 54 anni e venivano dal Canton Ticino, diretti al Santuario della Madonna del Sangue di Re.

In valle continuano anche oggi i disagi.  La statale 337 è molto frequentata dai turisti, tra cui moltissimi novaresi proprietari o affittuari di seconde case nei centri turistici della Valle Vigezzo, ma soprattutto è percorsa quotidianamente da 1.500 lavoratori frontalieri. Dopo la frana è stata chiusa al traffico e chi deve recarsi in Svizzera per lavoro deve affrontare un percorso alternativo lungo la valle Cannobina sino al lago Maggiore per rientrare in Ticino lungo la statale 34. Interrotta per i collegamenti internazionali anche la linea ferroviaria della Vigezzina, che unisce Locarno a Domodossola. I treni locali fanno regolarmente servizio sulla tratta fra Domodossola e Re e da Locarno al confine svizzero di Camedo.

Il disagio e la rabbia dei residenti della valle è stata espresso questa mattina, lunedì di Pasquetta, nel corso di una riunione che si è svolta al municipio di Re.

«Da anni – ha detto il sindaco di Re, Oreste Pastore – chiediamo la messa in sicurezza definitiva della strada. E oggi siamo di nuovo qui a piangere altri morti», mentre Antonio Locatelli, presidente del Comitato Frontalieri non esclude «gesti eclatanti» da parte dei lavoratori che viaggiano ogni giorno sulla statale. Il neo senatore leghista Enrico Montani, puntando il dito su quelle che a suo parere sono «i proclami» di una classe politica «che ha fallito clamorosamente nei suoi intenti», e annuncia il proprio impegno per accelerare al massimo la riapertura della strada.

Un punto di vista un po’ diverso è quello di Enrico Borghi, deputato ossolano del Partito Democratico e sindaco di Vogogna. «Nella riunione alla quale ho partecipato stamattina in municipio a Re – dice Borghi alla Voce –  è emerso un fatto inquietante: oltre ad avere inviato rappresentanti non in grado di aver contezza della complessità e della generalità del problema, Anas ha parlato di appaltabilita’ al 2020 dell’intervento della sistemazione della strada tra Re e il confine. Ricordo che questo intervento è stato finanziato per complessivi 70 milioni tra le annualità 2014 e 2015, con i ministri Lupi e Delrio. Anas ha tergiversato con le progettazioni per anni, e in due incontri fatti con gli enti locali si era impegnato ad appaltare entro quest’anno. Chi ha deciso di spostare l’intervento al 2020? E perché? La politica ha fatto il suo compito, trovando i fondi e accelerando -con la Regione Piemonte- l’iter autorizzatorio. Ora non possiamo accettare che la burocrazia impastoi tutto. Per questo abbiamo promosso un ulteriore incontro di chiarimento per giovedì in prefettura a Verbania, dove speriamo che Anas si presenti finalmente con gli interlocutori preposti e fornisca risposte precise sull’iter dei lavori da realizzare»

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