Cronaca Giudiziaria

Minacce all’ex datore di lavoro e ai colleghi, due condanne

I giudici hanno riqualificato il reato di estorsione in quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni ed hanno condannato, per questo reato, il primo a sei mesi; il secondo imputato, assolto da questo reato, è stato condannato a un anno per violenza privata, minacce e lesioni

Finiti a processo con l’accusa di estorsione e minacce nei confronti dell’ex datore di lavoro, sono stati condannati, uno a sei mesi per esercizio arbitrario delle proprie ragioni, l’altro a un anno per violenza privata, minacce e lesioni.

L’accusa aveva chiesto 5 anni per il primo e 6 anni e mezzo per il secondo. Imputati due quarantenni, uno residente in provincia di Novara, l’altro in provincia di Vercelli che per un breve periodo avevano lavorato per il titolare di un’azienda agricola alla periferia di Novara. Quando il rapporto di collaborazione era cessato, erano iniziate vere e proprie rappresaglie a suon di minacce e intimidazioni nei confronti dell’ex datore di lavoro, ma anche di alcuni dipendenti dell’azienda.

 

 

Una situazione che, stando almeno all’accusa, si sarebbe protratta per un paio di mesi, fino al momento in cui alcuni loro ex colleghi si erano rivolti ai carabinieri e li avevano denunciati. Secondo quanto avevano riferito, i due avevano iniziato a passare in auto davanti all’azienda senza un apparente motivo; avanti e indietro lentamente, un comportamento che non era di certo passato inosservato. Poi c’erano state le minacce, anche di morte, all’ex datore di lavoro e agli altri dipendenti.

«Tu non sai con chi hai a che fare» avrebbero detto ad un loro ex collega ricordandogli anche che gli incidenti sul lavoro, specie alla guida di macchinari agricoli, non sono poi così rari. E nel loro mirino era finita anche l’ex badante dell’anziano padre del titolare. Il processo, iniziato tempo fa, si è concluso nei giorni scorsi con la sentenza: i giudici hanno riqualificato il reato di estorsione in quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni ed hanno condannato, per questo reato, il primo a sei mesi; il secondo imputato, assolto da questo reato, è stato condannato a un anno per violenza privata, minacce e lesioni.

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