Cronaca In provincia

Mercatone Uno, nuovo incontro al Ministero il prossimo 30 maggio

Cisl: «Ad oggi i dubbi, sia nostri che dei lavoratori, sorgono spontanei; diventa difficile dare ulteriore fiducia e credibilità a questa società visto che i fatti ad oggi dicono altro»

Ex Mercatone Uno, nuovo incontro al Ministero il prossimo 30 maggio. Lo scorso giovedì, in concomitanza con l’incontro a Roma, le sigle sindacali avevano organizzato uno sciopero dei lavoratori (nel novarese sono aperti i centri di Caltignaga, Trecate e Pombia).

«Ad oggi – ha detto Mattia Rago della Cisl – i dubbi, sia nostri che dei lavoratori, sorgono spontanei; diventa difficile dare ulteriore fiducia e credibilità a questa società visto che i fatti ad oggi dicono altro». Per quanto riguarda il punto vendita di Trecate (dove si è svolto un presidio) «non comprendo la motivazione di cessare i contratti di locazione che comunque portavano un’entrata. Sarebbe ora che ci facessero conoscere e capire la loro politica aziendale per poter capire meglio come intenderanno salvaguardare l’occupazione. Ad oggi possiamo solo attendere gli sviluppi della trattativa».

 

 

Nel corso dell’incontro a Roma di giovedì scorso «abbiamo incontrato Cosmo (che ha acquisito 13 punti vendita con un impegno assuntivo di oltre 200 unità) e, in seconda battuta, Shernon, che si è costituita a fine 2017 e che ha sottoscritto con noi un impegno pari a 55 punti vendita e di assunzione per oltre 2000 dipendenti. – si legge in un comunicato diramato da Fisascat Cisl Piemonte Orientale – Ad oggi, risultano esser aperti solo 47 punti vendita che vedono impiegate poco più di 1800 risorse umane. Nell’ultimo incontro l’azienda aveva evidenziato una situazione di criticità che le imponeva una ricapitalizzazione di 20mln di euro che sarebbe dovuta avvenire il 18 marzo scorso. La ricapitalizzazione non è avvenuta e, senza alcun preavviso, siamo stati informati dell’istanza di concordato preventivo presentata pochi giorni fa (il 12 aprile, ndr) al Tribunale di Milano. L’amministratore giudiziale ha sottolineato che a fronte dell’istanza ricevuta, il Tribunale ha richiesto alla società un piano industriale preciso che contemperi garanzie per i creditori e impegni certi di risanamento dell’azienda. Allo stato attuale, sembrerebbe che l’azienda abbia una esposizione debitoria pari a oltre 94mln di euro e che stia interloquendo con operatori economici in grado di appianare tale situazione. Se non si dovesse concretizzare l’azienda verrebbe dichiarata fallita».

Shernon dovrà presentare un piano di fattibilità entro 30 giorni. I sindacati, all’esito dell’incontro, hanno espresso dissenso e perplessità «per la grave situazione che si è determinata e per l’evidente stato patologico in cui versano i punti vendita, ormai privi di merce; ci siamo dichiarati insoddisfatti delle dichiarazioni della società che, nell’incontro, non ha prodotto dati atti a rasserenare l’orizzonte ma si è solo detta impegnata su più fronti in negoziazioni con i creditori e con possibili azionisti».

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