Cronaca In città

Mercato coperto, niente birreria “griffata”

Il Comune ha dichiarato la decadenza del contratto con la società FLA di Cornaredo che si era aggiudicato il diritto di superficie della prima campata

C’era una volta una birreria da 200 posti a sedere., progettata da una archistar come Andrea Langhi, che ha firmato quasi 500 locali “alla moda” in tutto il mondo. Giravano anche suggestivi rendering che mostravano la trasformazione di una delle campate del mercato in uno spazio ipermoderno. Tutto questo bel sogno, come d’incanto, è evaporato: quello che doveva essere il punto fermo del recupero della parte dell’immobile comunale di viale Dante lasciata libera dalla ristrutturazione realizzata tra il 2013 e il 2015, non c’è più: il Comune ha dichiarato la decadenza per grave inadempimento del contratto con la società FLA srl di Cornaredo, che si era aggiudicata l’asta per la cessione del dirittto trentennale di superficie relativo alla campata lotto A/bis (quella che si affaccia su via Morera) e che comprende un padiglione e il relativo seminterrato.

Il “casus belli” definitivo è recentissimo e risale al marzo-aprile di quest’anno. Ma per capire cosa è accaduto bisogna risalire all’inizio del percorso.

La FLA, che aveva preso contatti con il Comune già al tempo della precedente amministrazione di centrosinistra, si era aggiudicata l’asta alla fine di gennaio 2017.  Per un totale di 759 metri quadri, si era impegnata a versare 403 mila euro, di cui 40.300 di acconto  e il resto in 36 rate semestrali da 10.075 euro l’una, fino al 2034.  La FLA avrebbe poi eseguito a proprio carico i lavori di completamento e di finitura. In questa parte dell’immobile, infatti l’intervento realizzato dal Comune con i fondi del Pisu si è limitato al rifacimento del tetto, con la rimozione dell’amianto, e al consolidamento strutturale delle colonne e degli arconi. I lavori previsti avevano un ammontare superiore a 500.000 euro.

La società aggiudicataria aveva presentato il progetto definitivo e esecutivo dei lavori circa un anno fa, nell’aprile/maggio 2017. Il progetto era stato approvato in linea tecnica nell’agosto dello stesso anno. Nel mese di novembre, dopo aver acquisito tutti i pareri previsti per legge per mandare avanti la pratica il Comune richiedeva all’aggiudicatario l’integrazione di alcuni documenti tecnici e, soprattutto, un aggiornamento del piano economico finanziario che doveva essere asseverato da un istituto bancario. Dopo questa richiesta, la FLA si è come “eclissata” per oltre quattro mesi. Il 23 aprile 2018, tre settimane fa, il Comune sollecitava l’invio dei documenti richiesti, concedendo un tempo massimo di 15 giorni per adempiere alle richieste. La società, entro il termine previsto, inviava i documenti tecnici, ma non il nuovo Piano economico finanziario asseverato.

A questo punto, e siamo a pochi giorni or sono, da parte del Comune arrivava la decisione finale: il contratto è decaduto per inadempimento degli obblighi a carico dell’aggiudicatario.

Svanisce così quella che fino ad ora era apparsa l’unica possibilità concreta di restituire vita agli spazi ancora vuoti nella struttura di viale Dante. Tutto da rifare, quindi. E con una fitta nebbia che nasconde l’orizzonte.

Anche se meno di una settimana fa l’assessore al commercio Franco Caressa, parlando con i giornalisti, ostentava ottimismo affermando che «ci sono interessamenti concreti anche per le prime due campate. Credo che un accordo sarà definito a breve»

Purtroppo per Caressa ( e per la città) anche ciò che sembrava sicuro è sfumato….

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