Cronaca Salute

Medicina, concorso per le scuole di specializzazione: 20.000 partecipanti per 8.000 posti

Inoltre le regioni si preparano ad assumere medici specialisti dall'estero, a risolvere la carenza con i medici militari e a richiamare i pensionati. È quanto "denunciato" da Alessandro Carriero, professore ordinario di Radiologia all'Università del Piemonte Orientale e direttore della struttura di Radiologia all'ospedale Maggiore di Novara

È fissato per domani, martedì 2 luglio, il concorso per avere accesso alle specialità mediche. Un appuntamento che attende 20.000 medici per soli 8.000 posti: il risultato sarà che 12.000 allievi laureati rimarranno senza specializzazione.

È quanto “denunciato” da Alessandro Carriero, professore ordinario di Radiologia all’Università del Piemonte Orientale e direttore della struttura di Radiologia all’ospedale Maggiore di Novara: «La vergogna della vergogna – spiega – le regioni si preparano ad assumere medici specialisti dall’estero, a risolvere la carenza con i medici militari e a richiamare i pensionati. Questo è il delirio della razionalità e un insulto all’intelligenza. Distruggere e umiliare la cultura dei nostri giovani medici laureati per incapacità a gestire il loro futuro è il peggior danno che una nazione può fare ai propri figli».

La domanda per la partecipazione al concorso scadeva lo scorso 21 maggio e i requisiti indispensabili erano la laurea in Medicina e Chirurgia senza necessariamente l’abilitazione al momento dell’iscrizione o della prova d’esame, ma con il titolo di abilitazione all’esercizio della professione di Medico Chirurgo al momento della presa di servizio fissata per il 1° novembre 2019. Inoltre, da quest’anno viene richiesto il possesso del certificato C1 di italiano per gli stranieri; il possesso da parte dei candidati di una laurea conseguita presso un Ateneo italiano equivale al possesso del certificato attestante il livello C1 di italiano.

Una norma piuttosto discussa, quest’ultima, perchè di fatto limita la partecipazione al concorso ai medici stranieri, seppur laureati in un ateneo italiano, se privi della certificazione che attesta la conoscenza della nostra lingua corrispondente al “Livello C1 del quadro comune europeo di riferimento delle lingue”.

Secondo quanto riportato dalla rivista di settore Quotidianosanità.it, dal 2019 al 2025 mancheranno 16.500 medici specialisti in tutta Italia. La situazione del Piemonte segnala una carenza di 2000 medici, con maggiore sofferenza per medicina di emergenza e urgenza con 194 medici, anestesia e rianimazione 213 medici, medicina interna 154 medici, chirurgia generale 148 medici, pediatria 274 medici, neurologia 72 medici, ortopedia 73 medici.

Oltre ai dati nazionali, pare affacciarsi anche un problema locale. Sembra, infatti, che all’università di Novara scomparirà la specialità in Chirurgia Generale che fino all’anno scorso produceva quattro posti all’anno e che adesso saranno aggiunti a Torino.

 

 

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