Cronaca

Matrimoni annullati dal Tribunale ecclesiastico: il 10% viene da Novara

Il dato è stato diffuso in occasione dell'inaugurazione del nuovo organismo giudiziario interdiocesano, che ha sede a Pianezza

Sono dodici le “cause di nullità” di matrimoni celebrati nella diocesi di Novara esaminate nel corso del 2017 dal Tribunale ecclesiastico regionale. Rappresentano il 10% del totale delle cause esaminate: 120 matrimoni sono stati dichiarati nulli, mentre 45 domande sono state respinte. La diocesi di Novara è la seconda per numerosità di cause istruite dopo quella di Torino

Il dato è stato diffuso oggi in occasione dell’inaugurazione del nuovo Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano di Pianezza (Torino) alla presenza dell’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia.

Nella diocesi di Novara, infatti, come in tutte le altre diocesi piemontesi, i Tribunali ecclesiastici diocesani “istruiscono” le pratiche, che vengono però discusse a livello regionale. Presso la Curia di Novara riceve su appuntamento un “Patrono stabile” che svolge attività di consulenza gratuita per coloro che intendono sottoporre al giudizio della Chiesa la validità del loro matrimonio. Il Patrono stabile attualmente in carica è l’avvocato Roberto Costamagna.

Il primo motivo di nullità (51 casi) riguarda “l’incapacità consensuale per grave difetto di giudizio circa i diritti e i doveri del matrimonio”, seguito dall’incapacità di assumerne gli obblighi (28 casi), e da vari tipi di simulazione: esclusione dell’indissolubilità del vincolo, esclusione del bonum prolis, ovvero del diritto e dovere a procreare, infedeltà. Respinto un caso di matrimonio “celebrato per dolo”, mentre ne è stato dichiarato nullo uno “celebrato per effetto di violenza o timore grave”. Oltre il 52% di tutti i casi riguarda la Diocesi di Torino, con 68 cause a fronte della celebrazione di circa 2.200 matrimoni. Il numero complessivo delle cause che vengono presentate è ovunque in calo, a fronte anche del calo dei matrimoni, ridotti a un terzo negli ultimi vent’anni.

Tra le curiosità che riguardano il territorio novarese, due delle tre cause ammesse al “rito abbreviato” introdotto recentemente  sono arrivate in aula a Torino proprio dalla diocesi gaudenziana

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