Cronaca Solidarietà

“Liberazione e speranza”, un rifugio per le donne maltrattate

Grazie al contributo di Fondazione Comunità del Novarese ha potuto portare avanti il progetto Sos Donna. Numerosi altri sono attivi già da tempo

C’è anche “Liberazione e speranza” fra i soggetti beneficiari dei contributi stanziati dalla Fondazione Comunità del Novarese Onlus nell’ambito del Bando 5/2019 denominato Sos Donna. A fronte dei costi del progetto Sos Cav (Centro antiviolenza donna) di Novara per un importo di 60 mila euro, l’associazione presieduta dall’ex assessore comunale Elia Impaloni ne ha ottenuti 30 mila.

«Operiamo sin dal 2000 – ha ricordato la stessa Impaloni – nel contrasto del fenomeno della tratta delle donne e dal 2010 operiamo nell’assistenza di quelle vittime di violenza di genere, garantendo una rete di sostegno, cura e accompagnamento verso un percorso di autonomia economica e sociale».

Un primo finanziamento è stato ottenuto alcuni anni fa grazie alla legge regionale 16, grazie alla quale è stato possibile implementare le attività del Cav, garantendo l’apertura per due giorni alla settimana, con la presenza di un’operatrice part time, dello sportello “Spazio donna”. Nel 2016 è stato poi ottenuto un ulteriore finanziamento dal Dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio che ha permesso di ampliare la sportellistica e di avviare attività correlate come gli inserimenti lavorativi. Tra il 2017 e il ’18, infine, è stata poi inoltrata una richiesta di accreditamento alla Regione Piemonte come Centro antiviolenza, ottenendo altre risorse.

 

 

«Grazie al progetto “Alba”, ormai in via di conclusione e all’accreditamento siamo giunti a coprire una sportellistica di 20 ore settimanali e una reperibilità quotidiana di 24 ore, sette giorni su sette». Le risorse, tuttavia, sono sempre più difficili da ottenere («Quelle di quest’anno sono state decisamente ridotte»), ma lo sforzo compiuto da “Liberazione e speranza”, vero e proprio “braccio operativo” del Comune di Novara in questo settore, è stato quello di mantenere inalterato il servizio. Tuttavia «abbiamo la necessità di poter svolgere tuta una serie di altre attività come la presenza di una psicologa, di mediatrici e di un legale: quattro figure professionali tutte “formate”, in grado di potersi turnare e che, soprattutto, hanno un costo, ad eccezione di quella del legale che, per chi ne avesse bisogno, potrà accedere al gratuito patrocinio grazie ad un apposito fondo regionale».

«La Fondazione – ha detto ancora Impaloni – ci ha aiutato tantissimo anche lo scorso anno, consentendoci, grazie alle sue erogazione, di aprire a Novara tre alloggi riservati a donne vittime di violenza, dove questi soggetti possono, in attesa e su loro richiesta, di poter tornare nella loro abitazione, possono vivere in una dimensione più familiare, anche se non è facile per alcune donne di particolare estrazione sociale». Questi alloggi consentono al momento di accogliere cinque donne, una delle quali con due bambini.

Quello della violenza sulle donne è purtroppo un argomento sempre più all’ordine del giorno. A cosa è dovuta questa crescita a livelli quasi esponenziali negli ultimi anni? «Forse non sono aumentati i casi di violenza in generale, ma piuttosto le donne che hanno trovato il coraggio di denunciare – è l’analisi della presidente di “Liberazione e speranza” – Sicuramente un servizio come quello che offriamo aiuta le donne che vivono particolari situazioni. La diffusione dell’informazione ha aiutato tantissimo, creando un’eco importante, ma penso che prima di tutto continui ad essere un problema di natura culturale. In diversi contesti è difficile denunciare perché la donna viene ancora considerata un “possesso” da parte del suo compagno. E comunque oggi sono anche tante italiane a denunciare».

Un’ultima curiosità. A fronte di tanti episodi che vedono donne nel ruolo di vittime, ci sono anche casi dove sono gli uomini a subire violenza? «Certo. I numeri sono infinitesimali, ma qualche caso lo abbiamo registrato. A Novara i soggetti interessati sono stati due».

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