Cronaca In città
L'ex Ego sarà demolita

L’ex Ego sarà demolita

Processi di rigenerazione urbana in corso nell'area Nord della città: «Il via libera dovrebbe arrivare nei prossimi mesi – spiega l'immobiliarista Elena Malquati – L'area sarà frazionata in lotti. Per il primo c'è già un acquirente». Ma non è Ikea

L’ex Ego sarà demolita. Dopo anni di lavoro che hanno ridisegnato la viabilità nel cuore di Veveri, nonostante lo stop al progetto della multisala, tra Novara e Cameri molto più di qualcosa si muove per processi di riqualificazione lungo il canale Cavour. Di recente è arrivato il via libera dal Comune di Cameri (che Novara, per legge ha dovuto interpellare, in quanto la zona insiste proprio sul confine) per il recupero dell’area che ospita l’ex discoteca Jambo. Inoltre è partito anche l’iter per la variante urbanistica, che interessa l’ex sede delle Officine grafiche di corso della Vittoria. E ora tocca all’ex Ego.

Azienda storica della città, che produceva resistenze e componenti meccanici per forni e frigoriferi, prima della chiusura ha ceduto i propri brevetti e la società, che l’ha rilevata ne ha acquisito anche gli immobili che si affacciano su via Guido Rossa. Lo stabilimento è ormai in disuso da anni. “La proprietà ha provato a lungo a vendere, quelli che ritiene degli asset da smaltire, ma senza successo. Per questo abbiamo proposto loro un progetto di rigenerazione urbana – spiega Elena Malquati, la cui agenzia immobiliare se ne sta occupando – L’area, così come si presenta, non è più appetibile per il mercato, perché gli edifici presenti non sono più conformi agli standard produttivi di oggi. Per la logistica è troppo piccola e per la produzione oggi vengono richiesti compendi con grandi piazzali e capannoni. Lì invece ci sono strutture multipiano”.

Cosa prevede il progetto?

L'ex Ego sarà demolita
La rimozione delle cisterne interrate

“L’ex Ego è destinata a demolizione – annuncia Malquati – Abbiamo già avviato le pratiche e credo sia questione di qualche mese per il via libera. Nel frattempo sono già stati rimossi tutti gli arredi interni che erano rimasti, l’archivio e le cisterne. Successivamente alla demolizione, l’area sarà frazionata in lotti variabili fra i 6.000 e i 7.000 metri quadri. Al momento ne sono ancora disponibili tre ed è possibile anche pensare di arrivare a dimensioni fino a 20.000 metri quadri. Le prenotazioni sono aperte”.

Ma nel frattempo sembra di capire che si sia già creato dell’interesse attorno a qualche lotto, è così?
“Sì, abbiamo una trattativa in corso su un lotto da 5.000 metri quadri”, conferma l’immobiliarista.

Nei giorni scorsi si era creata la suggestione che potesse insediarsi l’Ikea in quell’area: il vostro interlocutore è il colosso dell’arredamento svedese?
“No, si tratta di un’azienda del territorio, che punta a espandersi. In quell’area non possono insediarsi realtà commerciali, lo prevede il piano regolatore. La destinazione d’uso è di tipo produttivo”, conclude.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati