Cronaca Orta San Giulio Provincia
Sversamenti nel lago

Le cozze con il microchip ripuliscono il lago d’Orta

Un progetto nato dal Cnr di Pallanza ha preso il via questa mattina: duemila mitili sono stati collocati sul fondo del lago dai sommozzatori.

Duemila cozze piazzate sul fondo del Lago d’Orta per fare da “spazzine” e proseguire l’opera di risanamento dei fondali dagli storici depositi di sedimenti e di metalli pesanti.

Sembra una storia di fantascienza, ma è la realtà. Proprio questa mattina  sub del gruppo Novara Laghi si sono calati nelle acque del Cusio partendo dalla spiaggia di Bagnera, una delle frazioni di Orta e hanno posizionato i mitili sul fondo del lago.

L’iniziativa nasce all’interno di un progetto elaborato dai ricercatori dell’istituto idrobiologico del Cnr di Pallanza, che avevano avuto modo di esaminare alcuni esemplari di cozza rinvenuti nelle acque del lago nei pressi del lido di Gozzano. Da qui era stata verificata la capacità del mitile di filtrare le acque trattenendo nel guscio le sostenze tossiche.

Da questa osservazione è stato elaborato il progetto, che è stato anche  presentato in sede accademica in alcuni istituti di ricerca negli Stati Uniti.

Le cozze sono state dotate  ciascuna di un microchip tramite il quale potranno essere monitorate.  Il progetto ha incassato anche il sostegno economico dei Rotary che hanno donato 8,500 euro. Un’altra parte dei costi sarà coperta dal Comune di Orta San Giulio.

Non è la prima volta che il Cnr di Pallanza realizza progetti apparentemente fantasiosi per condurre la lotta all’inquinamento del Cusio. Nel 1980, quando il lago era stato dichiarato biologicamente morto per il livello di acidità delle sue acque dovuto all’inquinamento da prodotti chimici sversati fin dai primi del 900,  arrivò il «liming», un’operazione di abbattimento dell’acidità compiuta immettendo 10.900 tonnellate di carbonato di calcio attraverso lo spargimento sulla superficie di 15.000 tonnellate di calcare naturale finemente macinato.

Dopo il bicarbonato, le cozze. Qualcuno anche nel 1980 sorrideva, ma oggi il Cusio sta decisamente meglio di trent’anni fa.

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