Cronaca Taccuino del cronista

Lacrime e silenzio per l’ultimo saluto a Yoan Leonardi

Tutta Cureggio si è stretta intorno ai famigliari e agli amici. Questa mattina i funerali del giovane ucciso la scorsa settimana

Davanti alla bara, coperta di fiori e dalla sciarpa dell’Olympique Lyonnaise, la squadra di cui Yoan, francese per parte di madre, era tifoso, il padre Marino, chiuso in un dolore muto e attonito, gli occhi che non hanno più lacrime da versare, scuote la testa e mormora quasi a sé stesso “non doveva finire così”. Nessuna rabbia, nessun grido. Solo le lacrime e il dolore, intenso e palpabile come un sottile velo di seta steso sul sagrato della parrocchiale di Cureggio a proteggere e isolare una piccola comunità, per nulla divisa, anzi, oggi più unita che mai. La mano che spesso accarezza con un tocco veloce la bara bianca dove Yoan riposa; un gesto automatico e fugace quasi a cercare un contatto “reale” per capacitarsi che tutto è terribilmente e tragicamente vero; quella stessa mano che quando si leva si appoggia alla guancia nel gesto di chi sta riflettendo.

Un dolore muto e composto, quello del padre, della madre, affranta e aggrappata agli altri due figli, attoniti e sperduti. Un dolore immenso quello dei tanti ragazzi, amici di Yoan, che tutti in nero e occhi lucidi, hanno gremito la chiesa. “Anche il cielo si è oscurato” mormora sempre a sé stesso papà Marino, quando le nuvole, poco prima dell’inizio della celebrazione, si stendono le une in fianco alle altre, a creare una sorta di penombra “rispettosa” sul tutto quel dolore. «Abbiamo bisogno di sperimentare l’abbraccio misericordioso del Signore, la carezza del Nazareno – dice nell’omelia don Salvatore Gentile, parroco di Cureggio fino allo scorso novembre, che ha concelebrato la Messa insieme all’attuale parroco e al parroco emerito – Abbiamo bisogno di sperimentare che Cristo è vivo e ti vuole vivo; non vuole che tu sia morto o che tu sia in carcere: questo è l’unico punto da cui ripartire. Tutto il resto è analisi, morbosità, curiosità. E che Cristo è vivo l’ho visto in questi giorni incontrando Marino e la sua famiglia, incontrando i ragazzi. Yoan è in cielo, in Paradiso, con Gesù e guarda tutti noi. Ci sarà un “cementone” anche in cielo». E poi un’esortazione a pregare anche per Sara e Lucia, e per Alberto.

Questo slideshow richiede JavaScript.

E proprio lì, al “ceme”, dove tutto è iniziato, alla fine della partita di calcetto quella maledetta sera di domenica 25 agosto, tutto è finito con i saluti degli amici, del sindaco, della sorella di Yoan.

«Ehi Yoan, come va lassù? – hanno detto con la voce spezzata dalle lacrime due amici – Sai che qui stanno tutti parlando di te? E ne parlano tutti bene. Sei stato e sei un amico speciale; tu, che in 23 anni, la cosa più brutta che hai detto è stata “stasera non ci sono”». E proprio al “Ceme” questa notte Yuri, un artista, ha realizzato un murale seguendo le indicazioni degli amici che conoscevano bene Yoan, «le sue passioni – ha detto il sindaco Angelo Barbaglia, che ha indetto per oggi il lutto cittadino – la sua semplicità».

«Marino, Marie Claude, Fanny, Seba, Lucia – ha proseguito con voce rotta il sindaco – avete visto quante persone ci sono qui oggi? Ci siamo proprio tutti e sono sicuro che tutti abbiamo pensato “non posso non esserci perché se soffriamo insieme forse la loro sofferenza diventa un po’ più sopportabile. Adesso gli amici saluteranno Yoan scrivendo il loro nome, una frase, un saluto, quello che vorranno, sulla sua bara bianca ma purtroppo tra quei nomi ne mancherà uno, quello di un amico che non è qui. Appena sarà possibile andrò da Alberto perché vorrei dirgli tre cose e mi piacerebbe potergliele dire a nome di tutti voi: noi non ti giudichiamo, noi non ti abbandoniamo, noi facciamo il tifo per te, non vogliamo che tu ti perda, questo non ci riporterebbe Yoan». Poi le firme e i messaggi sulla bara.

«Ciao Yoan – ha aggiunto il papà Marino – Grazie per tutti i giorni passati con me». Un lungo applauso, qualche palloncino ancora in cielo e quindi, sulle note della canzone “Ti dico ciao” di Laura Pausini, è iniziato l’ultimo viaggio di Yoan verso il tempio crematorio.

 

 

  1. Avatar
    Marino Leonardi

    Grazie di cuore per questo bellissimo articolo. La vostra sensibilità ha raccolto dettagli che il dolore di questa triste giornata mi aveva cancellato
    – Marino L.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati

AdnKronos

Luglio e agosto i mesi più critici

Luglio e agosto i mesi più critici

A rischio normali adolescenti che non percepiscono il pericolo Napoli, 14 giu. (AdnKronos Salute) – Con l’inizio delle vacanze scolastiche,