Cronaca

La gogna mediatica investe (indirettamente) il carabiniere ucciso a Roma

Insegnante novarese scrive su Facebook un infelice commento rivolto al vicebrigadiere e scatena l'indignazione del popolo social che la insulta pesantemente

«Uno in meno e chiaramente con sguardo poco intelligente. Non ne sentiremo la mancanza». Un commento infelice, comparso questa mattina sulla pagina Facebook “Sei di Novara se…”, di un’utente in coda a un post pubblicato in memoria del vicebrigadiere dei Carabinieri, Mario Cerciello Rega, ucciso la notte scorsa a Roma mentre era in servizio.

 

 

Un post, dopo poco rimosso, e poi riproposto da un altro utente con un secondo post (anche quest’ultimo oscurato dopo poco) che ha, in poche ore, generato l’insurrezione del popolo social contro l’autrice del commento: l’indignazione, peraltro condivisibile, di numerose persone per il contenuto dello scritto, stigmatizzato anche da numerosi amministratori locali, esponenti politici e parlamentati su propri profili personali, è degenerata in una vera e propria gogna mediatica eretta a tribunale di giustizia: c’è chi invita a segnalare l’accaduto nella scuola in cui insegna, chi la definisce con appellativi di vario genere, chi come un topo e «se sei stitico dai di corpo al volo», chi addirittura tira in ballo la malattia del padre sperando che «nessuno si accorgerà della sua morte».

L’utente, contattata dalla Voce per capire se il profilo da cui è partito l’infausto commento fosse autentico oppure si sia trattato di un fake, non ha risposto e sul suo profilo Facebook ha pubblicato il post «Amici mi spiace per quanto sta accadendo, non me lo spiego proprio. Chi mi conosce spero sappia che non penso così» ricevendo, finora, oltre cinquecento commenti dello stesso tenore di quelli apparsi sulla pagina Sei di Novara se…: «schifosa», «vigliacca», «sei la vergogna di Novara», «tutta colpa di tua madre» i più moderati fino a chi le augura il licenziamento o addirittura il suicidio così come «avviene in Giappone per casi di questo genere».

Ad Ansa Piemonte l’insegnante ha, in seguito, dichiarato: «Ho commesso un errore gravissimo, me ne sono resa conto appena ho cliccato su invia, ma ormai il danno era fatto. Ho scritto una cavolata, non c’è nulla dire. Mi sono lasciata guidare dalla sensazione che spesso le forze dell’ordine non intervengono quando serve, quando una donna è maltrattata o peggio, si muovono solo quando ormai è troppo tardi. E ho scritto quell’enorme sciocchezza, senza nemmeno pensare alla vedova e a chi voleva bene al vice brigadiere, una sciocchezza che ho provato a correggere immediatamente con un altro post. Voglio chiedere scusa a tutti, in particolare a chi era vicino al militare e ora è straziato dal dolore e chiedo scusa all’Arma dei carabinieri e all’Italia intera. Sono stata una stupida».

  1. Avatar

    A mio parere, se le parole sono quelle realmente, definire “infelice” questo commento è quantomai indulgente nei confronti di chi lo ha scritto.
    Più consono il termine farneticante ed insulso a mio modesto parere.
    Le scuse in seguito addotte mi sembrano pleonastiche e difficili da accettare come genuine. Diversamente dovremmo immaginare che il buon senso e l’intelligenza di alcuni soggetti che scrivono sui social siano perennemente assenti salvo poi stranamente dare qualche cenno di esistenza dopo che la frittata è fatta….

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