Ambiente Cronaca Ghemme
Sequestrata di nuovo

La discarica di Ghemme e le Iene, Besozzi: una strumentalizzazione

La troupe del noto programma tv ha registrato la puntata dedicata al sito destinato alla chiusura quattro mesi fa e l'ha mandata in onda solo l'altro ieri. Secondo l'ex presidente della Provincia, tra gli intervistati, sulla vicenda c'è più di una coincidenza

La discarica di Ghemme fa ancora parlare di sè. Dopo l’ultimo sequestro effettuato dai Forestali lo scorso 20 febbraio (i quali avevano contestato violazioni nell’esecuzione di alcuni interventi nella vasca 2), ora è il servizio delle Iene a porre l’attenzione sul sito tanto contestato.

Nel mese di novembre il noto programma televisivo di provocazioni satiriche aveva registrato una puntata dedicata alla discarica di Ghemme, mandandola in onda l’altro ieri, domenica 10 marzo, a quasi quattro mesi di distanza dalla registrazione. Durante le riprese, la troupe televisiva aveva intervistato Sabrina Marrano, dell’associazione “Terra del popolo”, il consigliere regionale dei 5 Stelle, Giancarlo Andrissi, e l’allora presidente della Provincia, Matteo Besozzi.

Ed è proprio quest’ultimo a sollevare dubbi circa l’attendibilità del servizio delle Iene: «Martedì 20 novembre 2018 – spiega Besozzi in un comunicato – la troupe televisiva della trasmissione Mediaset si è presentata a sorpresa nel mio ufficio in comune a Castelletto per un’intervista dedicata alla discarica di Ghemme focalizzandosi sull’iter della chiusura dell’impianto e sulle polizze fideiussorie false presentate da Daneco».

Durante l’ultima perquisizione, infatti, i Forestali avevano apposto i sigilli a 50.000 metri cubi di cumuli di rifiuti terrosi, risultati non trattati conformemente alle prescrizioni autorizzative e non pienamente tracciabili in origine, trovati a Cressa nella sede dell’azienda che aveva effettuato i riempimenti. L’amministratore della società era stato denunciato. L’impianto, ormai inattivo da anni, non può, infatti, ricevere ulteriori rifiuti, ma subire unicamente interventi finalizzati alla messa in sicurezza, prodromici alla sua chiusura finale che la Provincia aveva stimato nel 2021, con un impegno di spese di ben 8 milioni di euro, secondo quanto dichiarato a settembre dall’allora consigliere all’Ambiente Giuseppe Cremona.

 

 

«L’intervista di novembre – prosegue Besozzi – è stata preceduta da una “curiosa” telefonata: lunedì 19 novembre ho ricevuto la chiamata dalla giornalista Sabrina Marrano che mi chiedeva di rilasciare il giorno seguente una intervista per il giornale che dirige. Martedì si sono, invece, presentate le Iene a cui ho comunque risposto, in particolare sull’annosa vicenda delle polizze fidejussorie».

Nel settembre del 2015, quando Besozzi era già presidente della Provincia, la Procura della Repubblica di Brescia aveva segnalato che erano state emesse delle polizze false: «Avevamo inviato una diffida a Daneco – continua l’ex presidente – perché venisse stipulata una polizza regolare e a fine gennaio 2016 è arrivata,  ma è stata emessa da una compagnia che non è autorizzata a farlo con enti pubblici. Avevamo quindi chiesto a Daneco di regolarizzare la situazione e, poiché non ci ha risposto, avevamo inoltrato la segnalazione alla Procura della Repubblica. Dopo tutto questo iter, il piano di chiusura è risultato inattuato e le fidejussioni si sono rivelate non riscuotibili. Daneco è quindi stata “cacciata” e l’iter per il fine vita della discarica è finalmente proseguito».

E poi dichiara: «Quando a novembre è stato realizzato il servizio, auspicavo che potesse essere in qualche modo utile per mantenere alta l’attenzione sulla vicenda intervistando tutti coloro che hanno avuto e ancora hanno parte in causa nella complicata e lunga vicenda della chiusura e del fine vita della discarica, come il sindaco, il precedente e attuale presidente della Provincia, l’Arpa, ecc. Invece devo constatare che l’unico intervistato è stato Andrissi che peraltro cita dati che non sono quelli che Arpa aveva comunicato ufficialmente quando ci siamo occupati della questione. Dati che non erano in alcun modo allarmanti, ma anzi rassicuranti e descrivevano una situazione in progressivo miglioramento. Che poi il servizio sia andato in onda a quasi quattro mesi dalla sua realizzazione e a due mesi dalle elezioni, è una casualità che mi fa anche un po’ sorridere e pensare».

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