Cronaca Provincia
Incendio rifiuti a Milano

Incendio rifiuti a Milano: 4 arresti anche nel novarese

Al centro dell'inchiesta, sul rogo esploso in Bovisa a ottobre, il titolare della Ipb Italia con sede a Cureggio e altri suoi tre collaboratori

Incendio rifiuti a Milano: 4 arresti anche nel novarese. Sono in tutto 15 le ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Dda di Milano per l’incendio scoppiato a ottobre nel deposito in zona Bovisa (leggi qui), accanto al quale transitano quotidianamente i treni dei pendolari novaresi. I vigili del fuoco impiegarono quattro giorni per spegnere fino agli ultimi focolai e nell’aria era stata rilevata un’alterazione dei livelli di concentrazione di diossina. (Foto d’archivio)

 

Gli arresti eseguiti dalla squadra mobile lombarda hanno interessato i vertici della Ipb Italia, con sede a Cureggio, che gestiva il deposito di rifiuti andato in fiamme. Dietro le sbarre è finito il titolare Aldo Bosina, che gli inquirenti milanesi ritengono “promotore e organizzatore del traffico di rifiuti”. Si parla soprattutto di plastica proveniente dalla Campania, data alle fiamme quando il deposito era ormai troppo pieno, per nascondere il traffico illecito. Anche se l’esecutore materiale, ovvero chi appiccò il rogo, non è ancora stato individuato. In carcere sono finiti anche Mauro Zonca, 59 anni, di Borgo Ticino, rappresentante legale della Ipb Italia, Giancarlo Galletti, 61 anni, domiciliato a Cureggio e Hachem Abderrazak, 28 anni, residente a Borgomanero; questi ultimi sono entrambi dipendenti della Ipb Italia.

Secondo gli investigatori l’indagine potrebbe avere ulteriori sviluppi: fra gli indagati risultano esserci persone che hanno affittato altri depositi in Lombardia e Veneto.

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