In Piemonte Politica

Legge regionale sul cyberbullismo: solo la Lega si astiene

Approvata questa mattina a Palazzo Lascaris la normativa che ha come primo firmatario il consigliere novarese Domenico Rossi

Questa mattina a Palazzo Lascaris il consiglio Regionale del Piemonte ha approvato con una larga maggioranza (composta da tutti i gruppi consiliari ad eccezione della Lega Nord) la Legge Regionale per la promozione e il sostegno di azioni di prevenzione, gestione e contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo.

La legge ha come primo firmatario il consigliere novarese del Partito Democratico Domenico Rossi. Il provvedimento, frutto dell’unificazione di due proposte, presentate rispettivamente dal gruppo Pd e dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio, stanzia 200 mila euro l’anno per finanziare azioni a sostegno delle vittime ma anche per la sensibilizzazione degli autori delle violenze. Tra le numerose iniziative previste dalla legge due sono particolarmente innovative: l’istituzione del patentino regionale per l’uso della Rete e dei social network e l’istituzione dei centri specializzati di cura per i disturbi da episodi di bullismo e cyberbullismo.

«Finalmente – ha detto Rossi – abbiamo approvato un provvedimento su un tema molto sentito, il bullismo in tutte le sue manifestazioni, con particolare attenzione al cyberbullismo di cui sempre più sono vittime giovani e giovanissimi». «La legge piemontese – ha aggiunto – arriva a meno di un anno dalla legge nazionale in materia, che è stata promossa dalla senatrice Elena Ferrara e che è la prima in Europa ad affrontare questi temi. Ma non si sovrappone a quella, bensì è complementare. Il tutto con un importante coinvolgimento della scuola». «A Novara abbiamo una particolare sensibilità per questo problema perchè – ha ricordato Rossi – ci sono stati episodi che si sono purtroppo conclusi tragicamente, ricordiamo il suicidio di Tommaso Bertoncelli nel 2009 e di Carolina Picchio nel 2013, entrambi vittime di cyberbullismo. Il fenomeno continua a crescere, e l’Istat rileva che nel 2014 in Italia metà degli 11-17enni aveva subito atti riconducibili al bullismo. La nostra Regione deve farsi carico di queste nuove forme di sofferenza, intervenendo nelle sedi e con gli strumenti più idonei».

«Dopo anni di esperienze significative nel campo del contrasto al bullismo e al cyberbullismo, serviva un intervento legislativo che permettesse alla Regione di coordinare gli interventi, oggi ancora molto eterogenei» ha commentato l’assessora all’Istruzione del Piemonte, Gianna Pentenero.

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