Cronaca In città

Bimbi dimessi dalla terapia intensiva neonatale: per le famiglie l’aiuto per il “dopo”

Si chiama "Con me" il nuovo e interessante progetto lanciato da Neo-N con ospedale e Asl. Una rete di sinergie con la presenza del Comune e del sostegno di Fcn. Obiettivo: aiutare le famiglie una volta dimesse dall'ospedale

Una nuova carezza, di quelle dolci e di quelle che senti forte, perché oltra a darti calore, ti danno un aiuto concreto. Prontissima la nuova “sfida” dell’associazione Neo-N: “Con me”, il progetto che si occupa di offrire un sostegno alle famiglie dei bambini dimessi dalla Terapia intensiva neonatale.

 

 

Un progetto che ancora una volta è nato dall’energia e dall’entusiasmo delle volontarie Neo-N e che vede una perfetta sinergia fra associazionismo, Asl e ospedale con la sempre preziosa presenza del Comune e della Fondazione comunità del novarese. Una macchina perfetta. «E’ un progetto che abbiamo pensato e costruito in quattro anni, con una lunga ricerca e organizzazione, – ha detto in conferenza stampa martedì 3 dicembre Kosmè De Maria, la presidente dell’associazione – un progetto nato dal bisogno delle famiglie di non essere sole, perché spesso non sanno a chi riferirsi nei momenti di ansia emotiva e allora noi forniamo una rete di salvataggio».

Nello specifico il progetto sarà per un anno o poco più in via sperimentale e verrà offerto a circa venti famiglie per un percorso di accompagnamento gratuito reso possibile proprio grazie alla preziosa collaborazione di Fcn, presente non solo come finanziatore, ma come partecipazione attiva. «Abbiamo già sostenuto il progetto Ret cam (prevenzione contro la cecità dei bimbi nati prematuri), – ha detto Gianluca Vacchini – abbiamo sposato subito il nuovo progetto perché è giusto e meraviglioso e segue la nostra filosofia, che non è il semplice erogare, ma coinvolgere le persone, le realtà locali».

I servizi forniti sono la fisioterapia respiratoria con la dottoressa Giulia Visconti del reparto Tin, Idrochinesiologia e psicomotricità con Alcarotti in Acqua e cooperativa sociale della Pallacorda con le dottoresse Anna Pigatto e Cristina Pastorello, massaggio infantile con Alcarotti e le infermiere Aimi del reparto Tin; ci saranno poi incontri con i genitori con il centro per le famiglie del Comune e colloqui psicologici con l’associazione Crescere con le dottoresse Barbara Donadoni e Gisella Ranghino. «Un servizio che mira alla famiglia come genitori e bambino nella loro unicità, come una felicità che fa da interconessione, – ha detto la dottoressa Pasquale – e un progetto che sarà un osservatorio, una ricerca in essere come decodifica di ciò che accade con un approccio multidisciplinare. Obiettivo sarà quello di fornire un supporto, avere un impatto meno negativo sul futuro delle persone riuscendo a trovare delle risorse». Anche la dottoressa Ferraro ha ripreso il tema dell’unicità della famiglia: «Dopo la nascita la separazione mamma e figlio è innaturale, eppure in questi casi avviene. Con “Con me” facciamo il possibile per superare questa cosa innaturale e per stare vicino alle mamme che desiderano tanto la dimissione del loro piccolo, ma poi hanno quasi paura e noi sentiamo questa ansia». Un desiderio di felicità o almeno di «ricerca della felicità», come ha aggiunto il direttore sanitario Elide Azzan. Tanto entusiasmo, manifestato da tutti, dal direttore del Maggiore Mario Minola, dal consigliere Tiziana Ongari in rappresentanza del Comune.

Lanciato il progetto, «ci diamo appuntamento fra un po’ per fare un primo bilancio», ha chiuso la presidente De Maria.

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