Cronaca In città
In arrivo il 2° Novara Pride

In arrivo il 2° Novara Pride, ecco quando sarà

Nonostante le polemiche che hanno preceduto la prima edizione, Novara Arcobaleno ha scelto di provare nuovamente a chiedere il patrocinio al Comune di Novara (che lo aveva negato, facendo esplodere una polemica nazionale) e non come gesto provocatorio

In arrivo il 2° Novara Pride, ecco quando sarà. Nonostante le polemiche che hanno preceduto la prima edizione, Novara Arcobaleno ha scelto di provare nuovamente a chiedere il patrocinio al Comune di Novara (che lo aveva negato) e non come gesto provocatorio. «Abbiamo scelto di dare vita a una seconda edizione della manifestazione, visto il successo strepitoso e davvero inatteso dello scorso anno (nella foto in alto, ndr). Sarà un Pride molto particolare, perché ricorrono i 50 anni dai primi moti di New York: il 28 maggio 1969 la comunità Lgbt decise di rivoltarsi contro soprusi, violenze e atti vari di disumanità nei propri confronti. Per questo il titolo di questa seconda edizione sarà “50 anni di 69”». E il titolo è volutamente a doppiosenso ironico, come specifica l’associazione Novara Arcobaleno, presieduta da Laura Galasso.

Il Pride 2019 si terrà il prossimo 14 settembre: «Una data sperimentale, ma su cui abbiamo ragionato a lungo – spiegano i promotori – Quest’anno, in occasione di questo 50° anniversario, si terranno 50 Pride in tutta Italia e per la prima volta sarà celebrato anche a Vercelli e Alessandria. Non volevamo oscurare o accavallarci con altri eventi analoghi, così abbiamo scelto di chiudere la stagione dei Pride in Piemonte, fissandolo a settembre. Anche per avere più tempo per organizzarlo e promuovere una serie di incontri, cineforum e aperitivi sul territorio della provincia che annunceremo sui nostri canali social. L’obiettivo di quest’anno è, infatti, di sensibilizzare il più possibile la società, visti anche i pestaggi che continuano a verificarsi ai danni degli omosessuali e il linguaggio utilizzato da alcuni esponenti delle istituzioni».

 

Novara Arcobaleno riferisce di aver fatto parte del tavolo Lgbt, promosso dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Vincenzo Spadafora. «Ma poi abbiamo preferito uscire da questa realtà – spiegano dall’associazione – quando abbiamo scoperto che il Governo aveva dato il patrocinio al congresso di Verona sulla famiglia naturale. La sensazione è che Spadafora sia solo in ciò che sta provando a fare e che questo tavolo Lgbt rischi di diventare solo una foglia di fico di una legislatura, che di fatto ha già dichiarato di non voler varare nuove leggi in favore dei diritti degli Lgbt, visto che non rientra nel contratto di governo. Abbiamo preferito sfilarci per evitare di diventare complici di un eventuale paradosso».

E con le istituzioni locali quali sono i rapporti? Chiederete ancora il patrocinio al Comune, il cui diniego aveva creato una polemica a risonanza nazionale?
«Con l’amministrazione ci siamo trovati ancora in contrasto in qualche occasione, come ad esempio con l’emanazione del regolamento di polizia urbana, per quanto concerne il decoro. Ma chiederemo nuovamente il patrocinio – risponde Alessandro Antonini, già presidente di Novara Arcobaleno ai tempi della polemica e oggi consigliere del direttivo dell’associazione – perché pensiamo che i temi di cui ci occupiamo riguardino i diritti dei cittadini e che non abbiano alcun colore politico. Da parte nostra speriamo nel dialogo e siamo aperti al confronto. Ma mi preme sottolineare che, in ogni caso, quello che chiediamo è un patrocinio gratuito, senza alcun esborso per le casse pubbliche».

Altra novità di quest’anno è la collaborazione di Agedo, associazione formatasi di recente a Novara, per dare supporto a genitori e parenti che faticano a gestire il coming out dei loro cari (leggi qui). Confermati Sermais, Amnesty ed Emergency Novara fra i partner. Da stasera sarà attiva la raccolta, per contribuire alla manifestazione, sulla piattaforma buonacausa.org

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