Cronaca Eventi&Cultura

Il Premio Piazzano 2019 consegnato a Francesca Buoninconti

La giornalista scientifica premiata stamattina nell'Aula Magna dell'Università del Piemonte Orientale nell'ambito del convegno "La cultura come motore dell'economia" organizzato dall'Associazione Culturale Piero Piazzano

Per la sua grande attenzione ai problemi ambientali e per l’impegno affinché anche l’opinione pubblica ne riservi sempre di più in futuro. Con questa motivazione, stamattina in Aula Magna dell’Università del Piemonte Orientale, è stato assegnato a Francesca Buoninconti il Premio Piazzano per il giornalismo scientifico. Buoninconti, giornalista, freelance e naturalista, che ha chiuso l’importante e intensa mattinata organizzata dell’Associazione Piero Piazzano per la divulgazione di temi scientifici ed ecologici ritirando l’ambita pergamena e una tecno scultura realizzata dall’artista novarese Angelo Bozzola, è salita agli onori delle cronache nazionali è salita agli onori delle cronache nazionali per aver contrastato il tour di Jovanotti su alcune spiagge italiane, dando voce agli scienziati, perché avrebbe messo a rischio la nidificazione del fratino, un piccolo uccellino migratore a rischio di estinzione. Nel corso del convegno dal titolo “La cultura come un motore dell’economia”, dopo i saluti del rettore Giancarlo Avanzi e un intervento inviato direttamente dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, le relazioni di Massimo Cavino nuovo direttore DISEI, del giornalista Alberto Toscano, della scrittrice Paola Dubini e di Aurelia Sole Rettrice dell’Università della Basilica moderati dallo storico Luigi Guidobono Cavalchini. Al termine della mattinata, puntuale come da programma, la premiazione della vincitrice di quest’anno che a La Voce ha riassunto la sua ‘mission’ passata, presente e futura.

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«Innanzitutto sono rimasta favorevolmente sorpresa alla chiamata per il ritiro di un premio di così grande prestigio ha commentato la giornalista -. Lo condivido insieme ai tanti colleghi con i quali ho lavorato e lavoro quotidianamente. Personalmente sono davvero molto fiera ed orgogliosa».

 

 

Ci racconta cosa è successo con Jovanotti?
Ho segnalato le reali criticità e danni ai quali si andava incontro permettendo concerti su quelli spiagge. Penso di aver fatto la cosa giusta perché è chiaro che organizzare eventi di questo genere con alcune decine di migliaia di spettatori avrebbe creato più di un problema alla vegetazione e alla fauna presenti in quei luoghi. Lo sbancamento della sabbia avrebbe messo a serio rischio e pericolo la nidificazione dei fratini che proprio su quelle dune di sabbia sono soliti depositare le uova.

Ha scatenato un bel putiferio, lo sa?
Sì, ci sono state molte polemiche. Vuol dire che il messaggio che ho voluto lanciare è stato seguito. Mi auguro che venga recepito anche per il futuro. Il mio impegno in questo ambito non si esaurisce certo qui.

E Jovanotti, l’ha sentito o incontrato?

No, non l’ho ne sentito né incontrato. Ho però seguito le sue immediate risposte tramite i social. Tengo a precisare che in lui non c’è stata alcuna malafede, solo una mancanza di conoscenza. Se il mio messaggio fosse passato prima credo che non si sarebbe organizzata alcuna manifestazione in quei siti.

Cosa le consegna questa esperienza al Premio Piazzano?
La consapevolezza di aver fatto la cosa giusta. E’ un premio molto importante poiché ritengo che proprio il giornalismo scientifico sia un po’ troppo abbandonato a se stesso. Appuntamenti come quello odierno sono davvero preziosi per far capire alla collettività il delicato momento storico che sta vivendo il nostro eco sistema. Gli ultimi eventi tuttora in corso a Venezia dimostrano che c’è ancora molto da lavorare. Anche per questo non mi stancherò mai di proseguire sulla strada che ho intrapreso.

[photo credit Mario Finotti]

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